28/09/2020 di Manuela Antonacci

Washington, il Dipartimento dell’Istruzione taglia i fondi alle scuole che sostengono la causa transgender nello sport

Continua la saga che ormai ha assunto dimensioni davvero internazionali e che investe il mondo dello sport ultimamente, ovvero quella degli atleti transgender che non gareggiano nella categoria di appartenenza, in base al proprio sesso biologico ma in base all’ identità di genere “percepita”.

Un’ ingiusta assurdità su cui ci siamo già più volte soffermati, sottolineando anche come pure l’Italia si sia piegata ultimamente alla marchetta arcobaleno, introducendo il primo atleta transgender che correrà i 200 metri nei campionati paraolimpici nella categoria T12, ovvero quella riservata agli ipovedenti, in una competizione fino ad ora riservata alle donne.

Il nuovo caso di cui parliamo oggi va invece, stranamente nella direzione opposta e proviene da Washington, dove il Dipartimento dell'Istruzione si sta preparando a ritirare milioni di dollari dalle scuole del Connecticut per il loro rifiuto di ritirarsi dalla Conferenza Atletica Interscholastica in cui si sostiene la necessità di permettere agli studenti transgender di competere in squadre che corrispondono alla loro identità di genere.

In realtà quella sostenuta dalla conferenza incriminata, non è una semplice opinione ma un vero e proprio piano di “desegregazione volontaria”, così come viene chiamato, approvato dal governo federale che sostiene appunto l’accesso dei giovani atleti transgender alle categorie di gara corrispondenti al sesso percepito.

Invece l'Ufficio per i Diritti Civili del Dipartimento ha avvertito i funzionari di tre distretti scolastici del Connecticut che non rilascerà sovvenzioni che sostengono questo tipo di politica, a meno che i distretti non taglino i legami con la Conferenza Atletica Interscholastica, insieme alle sue politiche transgender. I negoziati tra le parti, in realtà, sono ancora in corso, infatti, i funzionari della Conferenza, sostengono che le loro politiche siano conformi alla legge del Connecticut. Peraltro parliamo di finanziamenti ingenti: le sovvenzioni quinquennali ammontano a circa 45 milioni di dollari, e 18 milioni di dollari sono destinati ai distretti di New Haven, Hartford e Connecticut sudorientale.

La cosa, ovviamente, sta suscitando un certo malcontento: Michael H. Graner, il sovrintendente della Groton Public Schools, che potrebbe perdere circa 1,5 milioni di dollari in sovvenzioni, sostiene che il provvedimento sia scioccante, in quanto, a suo dire, i programmi del distretto non avrebbero nulla a che fare con gli atleti transgender e che, a causa di ciò, potrebbe essere costretto a licenziare quattro insegnanti delle scuole medie che non hanno nemmeno squadre sportive e a smantellare altre parti del programma di “desegregazione” che, da quanto sostiene, agevolerebbero gli studenti delle comunità nere e ispaniche, permettendo loro, economicamente, di frequentare scuole di alto livello al di fuori dei loro quartieri.

Insomma, un bel braccio di ferro, che ha occupato persino i discorsi elettorali di Trump, in quest’ultimo periodo.

 

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