Nei giorni scorsi il Parlamento olandese ha respinto una risoluzione che avrebbe dichiarato l'aborto un "diritto umano".
È un segnale molto positivo, visto che in tutta Europa, gli abortisti hanno fatto pressione affinché l'aborto fosse riconosciuto come un diritto inviolabile sia a livello nazionale che continentale (la Francia lo ha già fatto, e la Camera dei Comuni del Regno Unito ha recentemente depenalizzato l'aborto fino alla nascita).
Il Governo olandese, abortista sconfitto...
Secondo Christian Network Europe News , la mozione è stata appoggiata dal governo e da diversi partiti. Ma il SGP, il partito politico riformato, ha preparato una contromozione insieme ai partiti dell'Unione Cristiana e del Forum per la Democrazia.
... dall'attivismo prolife
In vista del voto del Parlamento sulla mozione per rendere l'aborto un diritto umano, il Centro olandese per la riforma bioetica (DCBR) ha distribuito opuscoli pro-life fuori negli edifici del parlamento, dove erano presenti cartelli con le fotografie delle vittime di aborto, e ha inviato individualmente a tutti i parlamentari una informativa oggettiva e imparziale sulle procedure di aborto, immagini comprese.
Osare la promozione della vita, anche controcorrente
Il Reformatorisch Dagblad ha riportato che il partito riformato SGP, insieme all’Unione Cristiana e al Forum per la Democrazia, ha anche avanzato una contromozione per opporsi agli sforzi dell’UE di includere l’aborto come «diritto umano» nei trattati europei, ma questa coraggiosa mozione non è passata .
La battaglia è solo agli inizi
PVV, SGP e l’Unione Cristiana (CU), inoltre, si sono opposti a una mozione che proponeva di includere l’assistenza all’aborto come «parte standard dell’assistenza di base d’emergenza» in casi di violenza sessuale: questa mozione è stata invece approvata. Ed è stata respinta la proposta di SGP e CU per fare della riduzione degli aborti un obiettivo esplicito della politica estera olandese.
I prolife hanno chiesto troppo?
Ricordiamo che l’Olanda è un Paese fortemente laicista. Ricordiamo che è la “patria” dell’eutanasia, anche per i bambini, che viene sempre più praticata anche a persone non consenzienti. In questo contesto è impensabile che si implementi una politica tesa alla riduzione degli aborti, né è pensabile che si consideri degna di protezione la vita dei bambini concepiti a seguito di stupro [invitiamo i Lettori a chiedere a [email protected] il n.137 di PVFNews, Notizie ProVita & Famiglia, che spiega, dati alla mano, che anche in caso di stupro “la vita vince sempre”, non solo per i bambini innocenti del crimine commesso dal padre, ma anche per le madri stuprate che trovano conforto e guarigione nel salvare la vita al piccolo]. Ma il coraggio dei prolife olandesi è stato premiato e insistere nel promuovere norme pro vita serve a innescare il processo noto come "Finestra di Overton": quello che oggi è impensabile (un'Olanda prolife) dopo che si comincia a dibattere e a discutere di certi temi può diventare realtà.
Solo chi agisce può liberare la verità
È quindi degno di nota e fonte di speranza il fatto che proprio in un contesto laicista come quello dei Paesi Bssi l’aborto non sia stato annoverato tra i diritti fondamentali. Merito delle campagne di informazione delle associazioni prolife: anche sotto la cenere più spessa il fuoco della verità è sempre acceso ed è più facile di quanto si possa pensare riuscire a farlo divampare.