12/08/2015

[Video] PPF vende organi delle vittime dell’aborto senza consenso delle madri

Il Center for Medical Progress ha pubblicato il sesto video – denuncia del traffico di organi dei bambini vitime dell’aborto (qui il quinto e i link agli altri quattro).

L’intervistata dice che gli impiegati di Planned Parenthood sottraggono i resti dei bambini abortiti senza il consenso delle madri.

LifeSiteNews ci ha notificato la pubblicazione del documento: nonostante i dinieghi dei funzionari di Planned Parenthood, le evidenze che il commercio di bambini abortiti avvenga senza il consenso alle madri sembrano inconfutabili.

Parla un’ex impiegata della StemExpress, una società biotech cliente della PPF, Holly O’Donnell, che lavorava presso le sedi di Stockton e Fresno di Planned Parenthood, in California.

I suoi capi dicevano che prendere i poveri resti dei bambini non era un’opzione, ma una necessità: bisognava cogliere le opportunità. Erano considerate possibili “donatrici” (loro malgrado e a loro insaputa) tutte le donne che entravano nelle cliniche – magari solo per un’ecografia o per un test di gravidanza.

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“Risparmiamo 542 miliardi di dollari: tagliamo i finanziamenti a Planned Parenthood”, dice il cartello

In molti casi le madri neanche sapevano che sarebbero stati usati i resti dei bambini abortiti. In un caso la O’Donnell ha detto di aver parlato con una paziente che aveva rifiutato di prestare il consenso: ma il suo collega aveva ugualmente preso i resti del bambino di quella donna.

Lo slogan della PPF è “Care No Matter What” (Curare non importa niente altro). La donna nell’intervista ironizza: “Loro non si curavano proprio di niente: importavano solo i soldi. Non si curavano di ragazze che vomitavano nei cestini delle immondizie”.

“Io non direi mai a una ragazza di uccidere il suo bambino, così che io possa farci su dei soldi – è questo quello che fa PPF – Io le direi di fuggire”.
Bludental

La O’Donnell ha rivelato altri abusi che si verificavano nelle cliniche PPF.

Per esempio, lei non era l’unica professionista abilitata a prelevare i tessuti e il sangue; invece la cosa era consentita anche ad altri tecnici.

Poi dice: “Il medico abortista, Ron Berman, si vantava di essere veloce... diabolicamente veloce... l’atmosfera nella cliniche era spaventosa, letale, si sentiva piangere e gridare... terrificante.

Intanto in America si continuano a raccogliere le firme per chiedere che vengano tolte le sovvenzioni pubbliche alla PPF.

E i video – denuncia, a quanto pare, ancora non sono finiti...

Redazione

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