«Life is a gift». «La vita è un dono». È questo il tema della 53a March for Life in programma a Washington D.C., tra pochi giorni, il prossimo 23 gennaio che vedrà ancora una volta sfilare su Capitol Hill milioni di persone per la tutela del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale.
Si tratta della «più grande manifestazione annuale per i diritti umani del mondo», fanno notare i promotori dell’evento. Tale iniziativa si svolge annualmente negli USA nel mese di gennaio, nell’anniversario tristemente celebre della sentenza Roe vs Wade, lo storico caso mediante il quale la Corte Suprema nel 1973 aprì alla legalizzazione dell’aborto nei diversi Stati federali. Jane Roe era in effetti solo lo pseudonimo della giovane Norma McCorvey, la quale mentì alla Suprema Corte dichiarando di essere rimasta incinta a seguito di uno stupro in realtà mai accaduto: Norma partorì infatti una bambina che diede poi in adozione.
Un caso che portò l’aborto ad essere sempre più liberalizzato e socialmente accettato - persino incentivato - negli Usa, fino a quando segnali positivi e barlumi di speranza relativi a un cambio di rotta per la tutela del diritto alla vita negli Stati Uniti sono arrivati in particolar modo dopo che - oltre due anni fa - il 24 giugno 2022, la Corte Suprema sul caso Dobbs vs Jackson Women’s Health Organization ha confermato la legittimità costituzionale della legge del Mississippi che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane. Con tale sentenza è stata di fatto ribaltata la Roe vs Wade, in quanto la Corte ha ribadito che non esiste un diritto all’aborto, per cui i singoli Stati federali possono stabilirne in autonomia e in maniera democratica eventuali termini di legge in materia di uccisione degli innocenti nel grembo materno.
Tornando alla Marcia in programma a Washington, sarà come ogni anno un fondamentale presidio di umanità e di tutela della Vita, quest’anno in particolare con un pensiero rivolto a Charlie Kirk, l’attivista pro life ucciso lo scorso 10 settembre 2025 per le sue idee in favore della Vita e della famiglia. In passato, infatti, Kirk partecipò attivamente alla March for Life. Nel 2020, in occasione della 47ª March for Life, Kirk scese in strada: insieme a oltre cento studenti e docenti della Liberty University si mise in marcia dal National Mall fino alla Corte Suprema, manifestando tra gli striscioni, i canti e le preghiere dei ragazzi che aveva contribuito a formare con il suo attivismo. Per molti di quei giovani, abituati a seguirlo sui social o a sentirlo nei campus, ritrovarselo accanto tra la folla fu la prova concreta che l’impegno per la vita non è solo slogan ma presenza fisica, fatica, chilometri percorsi.
In più occasioni, raccontando quella esperienza, Kirk aveva insistito proprio su questo: le leggi cambiano lentamente, quasi mai dall’oggi al domani, ma quando milioni di persone decidono di esporsi pubblicamente, anno dopo anno, città dopo città, qualcosa nella cultura può davvero cambiare. Anche negli anni successivi, durante i giorni della March for Life, la sua presenza a Washington come ospite e relatore dei grandi eventi collegati alla marcia – come il National Pro-Life Summit – aveva confermato il suo ruolo di punto di riferimento per quella nuova generazione di attivisti che vede nella difesa dei bambini non nati, della famiglia e della libertà dei genitori il cuore della battaglia politica e culturale del nostro tempo.
Intanto, in attesa della manifestazione americana, il popolo italiano è già proiettato verso la nuova edizione, appunto in questo 2026, dell’ormai consueta Manifestazione Nazionale “Scegliamo la Vita”, che riempirà le strade di Roma in una data ancora da definire tra maggio e giugno. Un grande appuntamento a cui, ovviamente, non mancare!