03/06/2020 di Manuela Antonacci

USA, per la Corte Suprema un detenuto transgender potrà continuare a seguire i trattamenti pre-chirurgici

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente deciso che non sospenderà l’intervento chirurgico di un detenuto transgender per la riassegnazione del sesso.

In realtà stiamo parlando di una causa che va avanti da un po’ di tempo. Giovedì scorso è stato emesso un ordine, secondo cui Adree Edmo, il protagonista di questa vicenda, può, almeno per il momento, continuare a seguire trattamenti pre-chirurgici, in vista di una futura operazione, per la riassegnazione del sesso biologico.

Tuttavia si attende ancora la decisione definitiva della Corte Suprema. Edmo, infatti, ha citato in giudizio lo Stato tre anni fa, sostenendo che il rifiuto da parte dei funzionari della prigione in cui è rinchiuso, di permettergli di accedere all’operazione di riassegnazione del sesso, provocherebbe in lui un forte disagio.

Edmo si trova attualmente in carcere poiché nel 2012 avrebbe abusato sessualmente di un ragazzino. Tuttavia il suo rilascio non è così lontano, ma è previsto per luglio 2021, dunque le pressioni esercitate sulla Corte Suprema non sembrano avere un gran senso.

Nonostante ciò, uno dei suoi avvocati, Lori Rifkin, ha affermato che Edmo ha sofferto talmente per la situazione che ha tentato due volte di tagliarsi i testicoli nella sua cella. Di parere opposto sono i dottori che lo seguono in carcere, secondo i quali, non solo l’intervento non sarebbe necessario dal punto di vista medico, ma, addirittura, gli farebbe più male che bene perché potrebbe esasperare i suoi già gravi problemi di salute mentale.

Peraltro, il governatore dell'Idaho, Brad Little, ha affermato che fare questa concessione al prigioniero avvallerebbe una situazione di ingiustizia sociale, in quanto Edmo avrebbe accesso a procedure chirurgiche finanziate dai contribuenti, che altri concittadini non si possono permettere economicamente perché non coperti a sufficienza dalla loro assicurazione.

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