18/11/2020 di Luca Scalise

Un triste anniversario: 100 anni di aborto legale in Russia, l’inizio di un massacro

Oggi è un triste anniversario, la legge sull’aborto in Russia compie 100 anni. Fu approvata il 18 novembre 1920, dopo una serie di aggiornamenti che limitavano la pena per il reato di aborto al solo medico, escludendone la donna. Il decreto che proclamava l’aborto libero fu emanato dal Commissario popolare della Salute del Popolo e dalla Commissione Popolare della Giustizia del Popolo e si intitolava “Sulla protezione della salute delle donne”, leggiamo in un articolo di Madre Russia.

Insomma, è lì che avrebbe avuto origine l’associazione tra l’aborto legale e la salute femminile, una bugia che anni e anni di menzognera propaganda abortista hanno portato fino ai nostri giorni, che ha accompagnato le campagne abortiste dei vari Paesi che oggi hanno rimosso totalmente o parzialmente le restrizioni all’aborto.

Una menzogna, perché l’aborto – come ripetiamo sempre, per contrastare l’imperante disinformazione sul tema -  espone anche le donne che vi fanno ricorso a possibili rischi per la loro salute fisica e psichica. E questo vale per entrambe le procedure, tanto per quella chirurgica, quanto per quella farmacologica, anzi, quest’ultima moltiplicherebbe di quattro volte il tasso di possibili complicanze rispetto a quella chirurgica, come afferma una ricerca pubblicata recentemente sul Journal of American Physicians and Surgeons.

Questo studio, spiegavamo in un altro articolo, riporta, inoltre, che «la FDA (ente governativo Usa) riferisce che dal 2000 al 2018 almeno 24 donne sono morte,  97 hanno avuto gravidanze ectopiche, 1.042 sono state ricoverate, 599 hanno avuto trasfusioni di sangue e 412 infezioni (di cui 69 gravi), per un totale di 4.195 eventi avversi  segnalati. Poi c'è un numero imprecisato e imprecisabile di quelli segnalati sotto altra voce (per es. come aborto spontaneo) e quelli non segnalati affatto».

Insomma, non si può scherzare sulla salute delle donne, che è sacra e va tutelata non con l’aborto ma dall’aborto. Un anniversario come questo, dunque, non è affatto da festeggiare, sia perché non rappresenta per niente una “conquista” del genere femminile, sia perché ha dato inizio a una incredibile strage di bambini innocenti, non “grumi di cellule”, ma veri e propri esseri umani, sin dal concepimento.

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