11/11/2020 di Manuela Antonacci

Un altro caso di probabile “falsa” omofobia. Vera aggressione o simulazione?

I giornali gridano all’aggressione di stampo omofobo ma in realtà questo sarebbe ancora da accertare. Eppure non si esita ad emettere un verdetto che andrebbe prima verificato ed approfondito, cosa che gli inquirenti sono ancora intenti a fare. Di cosa stiamo parlando? Di quello che sarebbe accaduto ad una coppia gay in piazza Bra, a Verona.

Secondo la denuncia delle due vittime, si tratterebbe di un episodio di omofobia e intolleranza. Lo scorso sabato sera, poco dopo mezzanotte, Angelo Amato di 59 anni e il suo compagno Andrea Gardoni di 23, mentre passeggiavano nei pressi della Gran Guardia sarebbero stati raggiunti da cinque o sei ragazzi che avrebbe indirizzato loro una serie di insulti, in riferimento al loro orientamento sessuale. Ben presto dalle parole si sarebbe passati alle mani: il più giovane della coppia avrebbe ricevuto uno schiaffo, mentre l’altro sarebbe stato spintonato.

Alla vista di una pattuglia della polizia municipale, il gruppetto sarebbe scappato. Anche se le immagini delle telecamere presenti in piazza saranno risolutive per aiutare la Digos ad indentificare i veri responsabili.

Della vicenda, alcuni giornali sottolineano che da tutta ciò, emergerebbe l’ingiustizia di fondo dell’impossibile applicazione dell’aggravante omofoba perché il ddl Zan è stato approvato solo alla Camera e non al Senato e che quindi la pena per il misfatto sarebbe solo pecuniaria e non avrà alcuna conseguenza penale.

Eppure in tutta l’accaduto c’è un dettaglio non piccolissimo. Ultimamente la digos ha aperto un procedimento riguardo la vicenda, anche sulla coppia aggredita, in quanto il giorno dopo l’aggressione, guarda caso, sarebbero state ritrovate delle scritte omofobe, nei pressi della loro abitazione ma secondo la procura sarebbero state scritte dai due. Allora ci si chiede se, effettivamente le indagini siano rivolte ad appurare anche se si tratti di un caso di finta discriminazione, non una novità in questo periodo, in cui sembra esserci un’operazione di massa (della quale sono spesso complici anche i mass media) finalizzata a spingere per l’approvazione a tutti i costi di una legge.

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