20/11/2019

Un altro caso come Charlie e Alfie. Salviamo il piccolo Maciej

Un altro dramma come Charlie Gard o Alfie Evans. È quello che rischia il piccolo Maciej, un bambino di sei anni a cui i medici dell’ospedale Sint-Jan, in Belgio, vogliono disattivare i supporti vitali per via di un danno cerebrale. A raccontare la storia di Maciej è Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast onlus che si sta occupando della vicenda.

 

Qual è la storia del piccolo Maciej?

«Tutto inizia nel 2013 quando il bambino, allora neonato, si sente male e sviluppa subito una forte febbre. I medici dell’ospedale, che si trova a Burges, dicono subito ai genitori che non c’è più niente da fare perché gli organi del bambino hanno smesso di funzionare e può rimanere in vita solo attraverso dei macchinari. Qui però avviene qualcosa di incredibile perché proprio subito dopo che i medici staccano i supporti vitali, nonostante la contrarietà dei genitori, Maciej riprende a respirare autonomamente, tanto da poter far ritorno a casa. Dopo anni, però, lo scorso 3 novembre il bambino si sente di nuovo male».

Cosa sta accadendo quindi, dopo sei anni?

«Lo stesso medico che la prima volta voleva staccare i macchinari ha proposto la stessa cosa anche adesso per Maciej, che soffre di cardiomiopatia (una grave forma di insufficienza cardiaca), ed è stato catalogato come disabile. Si cerca di rianimare per oltre un’ora e mezzo e i medici annunciano ai suoi genitori del grave danno subito al cervello dal bambino. I medici, dopo vari test, hanno quindi stabilito che il piccolo non è più in grado di respirare autonomamente ma nessun documento ufficiale, secondo i genitori, è stato mai redatto per certificare i danni cerebrali».

Qual è adesso il destino del piccolo Maciej?

«Purtroppo i medici hanno annunciato che giovedì prossimo, il 21 novembre, saranno staccate le macchine salvavita. Ma questa è una vera e proprio violazione dei diritti umani, anche perché i genitori hanno sostenuto più volte di aver visto il loro bambino fare dei respiri, reagire al tocco e cercare di muovere e stringere le mani e toccare le mani degli altri. Apre addirittura gli occhi e a volte è riuscito anche a guardare i cartoni animati in tv».

Cosa state facendo come Steadfast onlus e cosa si può fare per cercare di salvare la vita a Maciej?

«Stiamo portando avanti la sua lotta e la sua storia. Nonostate il parere negativo espresso con chiarezza dai genitori, infatti, l’ospedale vuole sospendere la ventilazione del bambino, in spregio a qualsiasi diritto. La famiglia ha dato l’incarico a noi per agire sul fronte medico, legale, mediatico e di raccolta fondi. Quello che chiediamo è innanzitutto di far diventare virale la sua storia ma sempre e solo con toni pacati. Non servono attacchi agli ospedali ne tantomeno caos gratuito. Un’altra necessità, urgentissima, è un aiuto economico per far fronte alle spese legali quindi, chi può, doni da subito con la causale “Per Maciej” (tramite questo link ndr)».

 

Si può inoltre donare con bonifico bancario intestato a Steadfast Onlus - INTESA SANPAOLO – IBAN: IT87P0306909606100000142930

 

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