28/07/2014

Trento – Strumentalizzare i bambini orfani per introdurre la cultura gender nelle scuole

Strumentalizzare gli orfani per introdurre nelle scuole la cultura gender. In Trentino succede anche questo.

Sotto Natale in alcune scuole d’Infanzia di Trento è stato introdotto l’uso de “Il libro delle famiglie” all’interno del quale vi sono chiari riferimenti –supportati anche da immagini- alla possibilità di avere due madri o due padri.

I bambini destinatari della lettura sono compresi nella fascia d’età 3-6 anni e, quindi, “non sono certo maturi per affrontare con autonomia di giudizio questioni così delicate.” si legge nell’interrogazione presentata in merito dal Cons. Rodolfo Borga (Civica Trentina).

“Tutto questo senza che fossero in alcun modo coinvolti i genitori, che, azzarda l’interrogante, dovrebbero pur sempre essere nonostante tutto titolari del diritto/dovere di educare i propri figli.” prosegue Borga.

Il programma didattico per i bambini di quest’età inseriti nel contesto scolastico si struttura avendo come punto di riferimento gli “Orientamenti dell’attività educativa della scuola d’infanzia” il cui primo principio è il dovere di incardinare il disegno pedagogico in una fitta relazione tra famiglia e scuola. Ciò perché, quantomeno sul piano formale, viene riconosciuta la priorità dei genitori in quanto riassumono in sé la prima agenzia formativa per i propri figli dalla cui volontà necessariamente si deve partire.

Da qui, ogni scuola dovrebbe elaborare un piano che risponda alle necessità formative confacenti l’età all’evolutiva di riferimento, alle dichiarate volontà della famiglia e selezionate tramite gli interessi emersi dai bambini e dal contesto socio-territoriale in cui la scuola insiste.

Queste clausole, finalizzate a rispondere alle esigenze culturali dei più vari contesti, vengono tranquillamente strumentalizzate nella risposta del Presidente della Provincia Ugo Rossi che conferma l’importanza di veicolare libri come quello delle famiglie utilizzando come cuneo la possibile presenza di bambini orfani o figli di divorziati.

Secondo Rossi, infatti, “situazioni in cui, per abbandono, per eventi tragici che comportano la morte di uno dei genitori o per allontanamento di uno dei due coniugi, la configurazione della famiglia prevede la presenza di un solo genitore” sarebbero condizione necessaria e sufficiente per abituare anche i bambini di tre anni all’omogenitorialità.

Redazione

 

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