Sull’annosa - e drammatica - questione della transizione di genere per i bambini il vento sta cambiando. Soprattutto negli Stati Uniti. E lo si vede da una delle ultime novità che sembra segnare quanto meno un cambio di passo in materia, ovvero il fatto che il Texas Children’s Hospital - il più grande ospedale pediatrico degli USA - abbia firmato un accordo in cui accetta di aprire a proprie spese la prima clinica americana interamente dedicata alla detransizione di genere, ossia a quei pazienti adolescenti che abbiano amaramente constatato sulla propria pelle che gli interventi per il “cambio sesso” hanno soltanto peggiorato la loro salute e il loro benessere psicofisico.
L’ospedale multato per interventi illegali
In linea con le direttive del Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Trump, il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha comminato al Texas Children’s Hospital - al termine di un’indagine aperta nel 2023 - una multa di 10 milioni di dollari per aver fatto rientrare nel programma Medicaid dello Stato - che consente prestazioni sanitarie a costi contenuti grazie allo stanziamento di fondi pubblici - anche numerosi interventi di transizione di genere non approvati o addirittura immotivati, nella misura in cui sono stati effettuati facendo ricorso a falsi codici diagnostici. Ciò ha chiaramente provocato in special modo l’immediato licenziamento di cinque medici che avrebbero indotto - in nome dell’ideologia gender - bambini e adolescenti a intraprendere tali percorsi di transizione di genere. Da tutta questa vicenda si è arrivati al fatto che l’ospedale pediatrico dovrà ora provvedere a istituire la prima clinica multidisciplinare in assoluto degli States finalizzata a offrire assistenza medica ai giovani pazienti che vorranno procedere con la detransizione. Inoltre, per i primi cinque anni tutti i servizi forniti per la detransizione saranno interamente finanziati dallo stesso ospedale pediatrico, per cui saranno gratuiti per i pazienti. E ancora, il Texas Children’s Hospital non fornirà più alcun servizio sanitario per la transizione di genere e implementerà una serie di misure di conformità ed etiche, con le relative sanzioni fino al licenziamento per i medici trasgressori che ricomincino a prescrivere ormoni e bloccanti la pubertà per il ‘cambio sesso’.
Lo Stato in prima linea
«Oggi è un giorno epocale nella lotta al movimento transgender. Questo accordo storico riflette un cambiamento istituzionale e culturale fondamentale: un allontanamento dall’ideologia transgender radicale. Oltre a contribuire alla creazione della prima clinica per la detransizione e a garantire milioni di dollari, questo accordo assicurerà che i medici ideologizzati che mutilano i nostri bambini vengano licenziati e siano chiamati a risponderne. Mi congratulo con il Texas Children’s Hospital per aver cambiato rotta e per essersi impegnato a trovare una soluzione, accettando di creare una clinica unica nel suo genere che contribuirà a fornire cure gratuite a coloro che siano stati vittime di un’ideologia transgender perversa e moralmente riprovevole. Sotto la mia guida, indagherò e applicherò tutta la forza della legge contro qualsiasi ospedale del Texas che abusi dei bambini con interventi medici atti a indurre la transizione nei minori», ha dichiarato con soddisfazione e fermezza lo stesso Ken Paxton, come si legge sul suo sito ufficiale afferente al Ministero della Giustizia. «Il Dipartimento di Giustizia utilizzerà ogni mezzo a sua disposizione per porre fine alla pratica distruttiva e ormai screditata sul piano scientifico delle cosiddette terapie affermative di genere per i bambini. La risoluzione odierna protegge i bambini vulnerabili, responsabilizza i fornitori di servizi e garantisce che coloro che subiscono danni ricevano le cure di cui hanno bisogno», ha sottolineato anche il Procuratore Generale ad interim Todd Blanche nel riprendere la notizia in un comunicato stampa ufficiale sul sito del Dipartimento di Giustizia americano. «Il Dipartimento di Giustizia è impegnato a proteggere i bambini americani», ha aggiunto ancora il vice procuratore generale Stanley Woodward. «Sono grato che il Texas Children’s Hospital voglia essere parte della soluzione e non più del problema. Il suo impegno nel fornire assistenza ai pazienti in fase di detransizione ne è la dimostrazione. Pur essendo soddisfatto dell’accordo annunciato oggi, il nostro Dipartimento continuerà a lavorare instancabilmente per proteggere i bambini americani e per ritenere responsabili le aziende farmaceutiche e gli operatori sanitari che hanno approfittato di bambini vulnerabili con il pretesto di ‘cure’», ha evidenziato infine Brett A. Shumate, Assistente Procuratore Generale per la Divisione Civile.
L’isteria delle lobby Lgbt
Naturalmente l’accordo siglato tra il Dipartimento di Giustizia americano e il più grande ospedale pediatrico texano ha sollevato numerose critiche da parte del mondo arcobaleno: «Non è il Texas Children’s a creare tale clinica, bensì il procuratore generale del Texas. Una clinica per la detransizione voluta da un politico tramite intimidazioni legali non è nell’interesse di nessun paziente. Dovrebbero essere i medici a decidere come fornire assistenza medica, non i politici», ha replicato Kellan Baker, consulente senior del Movement Advancement Project, una lobby che si concentra sull’attuazione delle politiche Lgbt. Il procuratore generale sta «ricattando un sistema ospedaliero per costringerlo a creare una risorsa che nessuno ha richiesto», ha dichiarato pubblicamente Brad Pritchett, CEO di Equality Texas. Lo stesso ha affermato altresì che è «imbarazzante che un ospedale un tempo celebrato per le sue cure abbia perso la sua integrità e abbia anteposto la politica alla salute dei pazienti».
Insomma nelle parole degli ideologi del gender ritorna il drammatico, falso e vergognoso slogan del «Meglio una figlia viva che un figlio morto», peraltro non suffragato da alcun dato, pur di continuare a portare avanti una battaglia che alimenta un fiorente business sulla pelle di bambini e adolescenti, medicalizzandoli a vita.