19/01/2017

Transgender, fantasia e realtà sulla pelle delle persone

Quanto scritto da Benedetta Frigerio, a proposito dei rischi per la salute psico fisica dei transgender, è da anni detto e confermato da uno che di transgender se ne intende parecchio: Walt Heyer. 

Ecco cosa ha pubblicato recentemente su The Public Discourse.

Lo psichiatra Richard Corradi dice che il transgenderismo è un “contagio della delusione di massa”. Come ex transgender* posso dirvi che il dottor Corradi ha ragione.

Il National Geographic Magazine ha messo un ragazzo attivista transgender di nome Avery Jackson sulla copertina del suo speciale di gennaio intitolato “Rivoluzione di genere”: non potrà che contribuire a promuovere questo “contagio di illusione di massa”, vista la diffusione che ha il giornale in tutto il mondo.

Il National Geographic evidentemente ha sentito il bisogno di dare al movimento LGBTQ una mano nella propaganda ideologica in atto per la ridefinizione di “genere” e di famiglia.

Per me,  quella foto di copertina è un ricordo triste e doloroso di un’infanzia perduta, una famiglia lacerata, e un matrimonio distrutto. Per me, la copertina è un ricordo lucido della devastazione che mi ha procurato l’ideologia transgender.

La foto di copertina di Avery, come tutte le foto, mostra un momento nel tempo. Non ci dà una prospettiva a lungo raggio sulle conseguenze delle scelte di Avery e  dei suoi genitori. Non ci può mostrare il  futuro.

Io ho vissuto proprio come Avery. Mi vestivo da femmina all’età di nove anni. Il cross-dressing inizialmente era divertente, esilarante, e confermava la mia convinzione che avrei dovuto nascere femmina. Ma dopo molti decenni di tentativi di comprendere la confusione di genere che persisteva anche dopo la mia operazione chirurgica di transizione di sesso, ho capito  che il  cross-dressing che mia nonna mi consentiva era una forma di abuso su minore. Il danno psicologico che ho subito è cresciuto con il passare degli anni.

La foto di Avery non spiega il 41 per cento della popolazione transgender che a un certo punto tenta il suicidio. Anche quando intorno non c’è “omo – trans-fobia”, ma si sentono affermati, accettati e amati, gli individui transessuali tentano il suicidio.

Transessualismo_Walt-Heyer_transgender
*Walt Heyer dedica la sua vita ad aiutare le persone che si pentono d’aver cambiato sesso. Ha un sito web SexChangeRegret.com, e un blog, WaltHeyer.com, attraverso cui mette in guardia la pubblica opinione dalla notevole incidenza del rimpianto e delle tragiche conseguenze e la sofferenza che ne risultano. La sua storia personale è stata scritta in un romanzo, Kid Dakota and The Secret at Grandma’s House e nella sua autobiografia, A Transgender’s Faith. Heyer è autore anche si Paper Genders e di Gender, Lies and Suicide.

Ciò significa che i problemi che devono affrontare sono qualcosa si più profondo di una plastica chirurgica per il  cambiamento di  genere. L’operazione non serve a risolvere  la disforia di genere per circa la metà di questa variegata popolazione di individui confusi.

Avery è semplicemente un ragazzo che fa cross-dressing. Ma non si vedono le conseguenze psicologiche più profonde e  a lungo termine. Il sesso non cambia, neanche con l’operazione.

È interessante notare che nel servizio del National Geographic  non si fa menzione del cross-dressing. Invece, per fare propaganda all’ideologia, il servizio usa e ripete il termine inventato dalla neolingua che dovrebbe definire il 99,7 per cento della popolazione: cisgender. In modo da non dover usare il termine “normale”.

I cambiamenti di sesso fatti dai chirurghi plastici sono falsi. Ma dire che il cambiamento di sesso è un falso, non è politicamente corretto.  Per essere ok con la moda dobbiamo imparare a dire che è vero ciò che è falso e falso ciò che è vero.

Sì, mi sono divertito nel cross-dressing.  Mi deliziavo quando scivolavo tra le morbide sete e lo chiffon che mia nonna cuciva apposta per me. Non avevo dubbi, dovevo essere una ragazza.

La mia ricerca delirante mi ha portato dal cross-dressing alla terapia ormonale e alla chirurgia. Ho cercato un terapista specializzato nella disforia di genere. Ma lui era uno della casta, strettamente focalizzato su un percorso distruttivo: il cambiamento di sesso.

Col senno di poi, mi rendo conto chiaramente dell’errore enorme.

Il transgenderismo è  una fantasia motivata da sentimenti forti. Ma non esiste, non è reale. Nessuna quantità di ormoni o interventi di chirurgia estetica può effettuare un cambiamento biologico del sesso. I sentimenti, non importa quanto forti, non possono cambiare la realtà biologica. Pretendere tutto il resto è solo una mascherata. Nella migliore delle ipotesi, il transgenderismo è un grande Martedì Grasso, non è la realtà.

Avery è stato sfruttato dal National Geographic.  La salute e il benessere di questo bambino vengono sacrificati per far propaganda politica e culturale.

Avery non può rendersi conto che i suoi sentimenti e le foto sono una fonte di entrate per il National Geographic e uno strumento strategico per la lobby LGBTQ. Sì, i riflettori sono interamente sul Avery.  Ma il sesso maschile di Avery è immutabile, mentre i sentimenti cambiano.

La mamma di Avery pensa sicuramente che sta aiutando il figlio, proprio come mia nonna pensava che stava aiutando me. Oggi, il mio corpo porta le cicatrici di tutti gli interventi chirurgici  che ho subito, perché da ragazzo sono stato incoraggiato a coltivare una tale fantasia.

Il National Geographic non ha intervistato le  persone come me che hanno avuto le loro vite distrutte dalle conseguenze a lungo termine della confusione di genere. Il cross-dressing ha eroso il mio vero genere, ha rovinato la mia adolescenza, ha distrutto il mio matrimonio.

Io e Avery abbiamo qualcosa in comune: la forte convinzione  durante l’infanzia di essere una ragazza.

Ciò che mi rende diverso da Avery sono settanta anni di esperienza di vita con la fantasia transgender. L’esperienza è una grande maestra. Ho imparato che la chirurgia per cambiare sesso e vivere la vita di transgender femminile non mi ha dato la serenità che mi era stata promessa. Ha complicato le cose. Ogni giorno ho dovuto affrontare la realtà che non ero una vera donna.

Molti non hanno la voglia o il coraggio di ammettere che il transgenderismo è un delirio. Io, invece, sono riuscito a ripristinare la  mia sanità mentale. Ammettendo il mio rammarico per essermi operato, cosa che accade di rado nel mondo transgender.

Il movimento LGBTQ e il National Geographic promuovono il transgenderismo che porta alla distruzione della persona. Promuovere la situazione di Avery come una storia di successo farà male a tante altre persone  che sono in difficoltà, perché fanno creder loro che il  transgenderismo risolverà i loro  problemi.

Sono passato “per la porta stretta” che dice il Vangelo. La fede mi ha molto aiutato.  Ho redento la mia vita nel mio sesso maschile. Questo mi ha fatto star bene. Questo è stato molto meglio del transgenderismo. Questo mi rende molto diverso e mi fa sentire davvero benedetto.

Walt Heyer

(traduzione con adattamenti a cura della Redazione)

Fonte: The Public Discourse


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