20/11/2020 di Ufficio Stampa Pro Vita & Famiglia

Transgender Day of Remembrance. PV&F: «In questa giornata ricordiamo prima i bambini massacrati da questa tragica ideologia»

COMUNICATO STAMPA

Transgender Day of Remembrance

PV&F: «In questa giornata ricordiamo prima i bambini massacrati da questa tragica ideologia»

 

Roma, 20 novembre 2020

“In questa giornata vogliamo ricordare soprattutto i bambini, rovinati dall'ideologia transgenderista, che hanno avviato la transizione e che poi se ne sono amaramente pentiti: i "detransitioner" sono una categoria di persone perseguitate e silenziate dalla propaganda e dalla dittatura del pensiero unico dominante, che merita rispetto, ascolto e un congruo risarcimento per gli incommensurabili danni psicofisici ricevuti. Basta vedere le denunce alla Tavistock clinic di Londra” ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus nel Transgender Day of Remembrance.

Ma non solo i bambini sono le vittime di questa tragica ideologia. Un celebre chirurgo come Miroslav Djordjevic, urologo, fondatore del Centro per la chirurgia ricostruttiva genitale di Belgrado, denuncia da tempo la leggerezza con cui gli vengono inviate le persone per la ‘riassegnazione del sesso’. Ha dichiarato che negli ultimi cinque anni si sono decuplicati i pazienti che gli hanno chiesto di ritornare come prima e che i suoi colleghi dovrebbero rifiutarsi di procedere alle operazioni di “cambiamento” del sesso nella maggioranza dei casi” ha continuato il vice presidente Jacopo Coghe.

“Per dirne uno su tutti - ha aggiunto la nota - James Shupe merita una menzione speciale. Era stato il primo trans ad ottenere legalmente il riconoscimento di “sesso non binario" sul certificato di nascita. Ha fatto la detransizione, lo scorso anno, e ora chiede che tutti i suoi documenti siano ripristinati col suo nome e il suo sesso biologico: maschio. Ora racconta di essere stato indottrinato, che gli hanno fatto credere di avere questa “identità di genere” e che combatterla stesse causando i suoi problemi di salute mentale. Ma era tutta una bugia, testimonia lui stesso oggi”.

“«In qualsiasi altro campo della medicina, se cominciassero ad emergere tante prove che una certa pratica provoca tanti danni, ci sarebbe un'indagine in merito. Perchè si censura la scienza e con essa la realtà?” ha concluso Toni Brandi.

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