01/08/2017

Transgender bambini: la verità e l’inganno

Per approfondire il discorso cominciato qui,  commentando l’elogio di  Sam, l’ennesima bambola transgender (per “l’inclusione” dei bambini transgender), fatto da Il Sole 24 Ore, pubblichiamo  un approfondimento sulla disforia di genere tra i bambini (che, ahinoi, sta diventando una moda...) stilato da uno stimato professionista, lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Marchesini.

Bloccare la pubertà dei “bambini transgender” è fare esperimenti sulla pelle di esseri umani vulnerabili e innocenti

È uno dei temi più dibattuti, a diversi livelli: dalla chiacchiera da bar al discorso intellettualoide: la possibilità di «bloccare» la pubertà di bambini con disforia di genere in modo che siano loro a scegliere con calma se essere maschi o femmine.

Gli entusiasti sono convinti che questa sia una nuova frontiera scientifica; gli scettici, che vada discussa approfonditamente dal punto di vista scientifico.

Si sbagliano entrambi.

Innanzitutto perché quelli attualmente in corso sono esperimenti. Proprio così: stiamo parlando di sperimentazioni sui bambini, con il consenso dei genitori, alla stregua di quelle condotte da Kinsey negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Non esistono bambini transgender: siamo noi che gli confondiamo le idee

Secondariamente perché, dal punto di vista scientifico, la questione è chiara.

Si prenda, ad esempio, il documento dell’American College of Pediatricians pubblicato nel gennaio di quest’anno ed intitolato L’ideologia di genere danneggia i bambini (si trova sul sito acpeds.org).
La posizione di questi medici circa l’ideologia di genere è la seguente:

  • Nessuno nasce con un genere. […] Nessuno nasce con una consapevolezza di sé come maschio o come femmina; questa consapevolezza si sviluppa nel tempo e, come tutti i processi evolutivi, potrebbe essere sviata dalle percezioni soggettive di un bambino, dalle sue relazioni e dalle sue esperienze avverse dall’infanzia in poi. Le persone che si identificano «sentendosi come del sesso opposto» o «da qualche parte tra i due» non costituiscono un terzo sesso. Rimangono biologicamente uomini o biologicamente donne.
  • La convinzione di una persona di essere ciò che non è rappresenta, nel migliore dei casi, un segnale di pensieri confusi. Quando un ragazzo biologicamente maschio e per il resto sano crede di essere una ragazza, o una ragazza biologicamente femmina e per il resto sana crede di essere un ragazzo, c’è un problema psicologico oggettivo, che ha sede nella mente, non nel corpo, e come tale dovrebbe essere trattato. Questi bambini sono affetti da disforia di genere. La Disforia di Genere (GD), classificata in precedenza come Disturbo dell’Identità di Genere (GID), è riconosciuta come disturbo mentale nella più recente edizione del Manuale Diagnostico e Statistico della American Psychiatric Association (DSM 5). Le teorie psicodinamiche e dell’apprendimento sociale della GD/GID non sono mai state confutate.
  • La pubertà non è una malattia e gli ormoni che bloccano la pubertà possono essere pericolosi. Che gli effetti siano reversibili o meno, gli ormoni che bloccano la pubertà inducono uno stato patologico – l’assenza di pubertà – e inibiscono la crescita e la fertilità in un bambino che era prima biologicamente sano.
  • Secondo il DSM-V, il 98% dei bambini con confusione di genere e l’88% delle bambine con confusione di genere accettano il proprio sesso biologico dopo che attraversano naturalmente la pubertà.
  • Condizionare i bambini a credere che una vita di imitazione chimica e chirurgica del sesso opposto sia normale e sana è un abuso infantile. Avallare la discordanza di genere come normale, attraverso l’istruzione pubblica e le politiche legislative confonderà i bambini e i genitori, portando un numero maggiore di bambini a presentarsi alle “cliniche gender”, dove verranno somministrati loro dei farmaci che bloccano la pubertà.

Certi documenti sono presi in considerazione solo se e quando servono all’imposizione dell’ideologia transgender

Notiamo che la principale fonte di questo documento è il DSM 5, che per altri temi (ad esempio l’omosessualità) è considerato «la Bibbia» («Lo dice il DSM!!!»).

L’affermazione «gli ormoni che bloccano la pubertà possono essere pericolosi» non è tratta da qualche testo «fondamentalista cattolico», ma si basa sulle Linee Guida per il Trattamento Endocrino delle Persone Transessuali della statunitense Endocrine Society.

In questo documento leggiamo: «Data l’elevata remissione del GID dopo l’inizio della pubertà, si sconsiglia un completo cambiamento sociale del ruolo e un trattamento ormonale in bambini prepuberi con GID (p. 11)».

La scienza vera non supporta il transgenderismo

Un altro noto documento che affronta l’argomento dal punto di vista scientifico la questione è l’articolo intitolato Sessualità e genere. Risultati di carattere biologico, psicologico e sociale, firmato da Lawrence S. Mayer e Paul R. McHugh e pubblicato dalla rivista The New Atlantis nell’autunno del 2016. Gli autori hanno passato in rassegna circa 200 ricerche e sono arrivati, tra le altre, a queste conclusioni:

  • Gli studi scientifici non supportano l’ipotesi che l’identità di genere sia una proprietà innata e umana fissa e indipendente dal sesso biologico, cioè che una persona è «un uomo intrappolato nel corpo di una donna» o «una donna è intrappolata nel corpo di un uomo», come se ci fosse un errore nel suo corpo e nei suoi genitali.
  • […] non ha alcun supporto scientifico l’idea che un bambino di due anni, che ha espresso pensieri o comportamenti che sono identificati con il sesso opposto, possa essere bollato per la vita come transgender. È perverso credere che tutti i bambini con pensieri o comportamenti di genere atipici a un certo punto del loro sviluppo, in particolare prima della pubertà, dovrebbero essere incoraggiati a diventare transgender.
  • Ci sono poche prove scientifiche sul valore terapeutico degli interventi per ritardare la pubertà o per modificare i caratteri sessuali secondari degli adolescenti. […] Non vi è alcuna prova che si dovrebbero incoraggiare a diventare transgender tutti i bambini che esprimono idee o comportamenti atipici sul genere.

La realtà è snobbata dall’ideologia gender e transgender

Ovviamente questi documenti, noti da mesi, non hanno influenzato in alcun modo il dibattito. Sono derisi, snobbati, derubricati come junk-science, integralismo omofobo e religioso. Ma approfondiremo questo punto inseguito.

È interessante dare uno sguardo alle ragioni dello schieramento opposto, di coloro che sostengono la disforia di genere dei bambini e chiedono che il loro sesso venga adeguato alla loro identità di genere; o, perlomeno, che si blocchi lo sviluppo sessuale in modo che siano i bambini a scegliere se essere maschi o femmine.

Contano solo le “sensazioni”?

Bene, l’unico argomento è questo: se un bambino si sente femmina significa che quella è la sua identità; quindi è femmina (anche se il corpo dice tutt’altro). Ovviamente vale il reciproco per le bambine. Questa affermazione è declinata in vari modi; ad esempio mi è capitato di sentire il conduttore di una trasmissione radiofonica parlare del pallavolista che gioca nel campionato femminile usando queste parole: «Non “si crede” donna. È stata operata, ha cambiato i documenti quindi è donna a tutti gli effetti». Non importa la genetica, non importa null’altro se non la «sensazione» di essere donna; a questa sensazione si piegano la biologia e la burocrazia.

Agli argomenti scientifici si risponde (con successo) con una «sensazione»: è questo l’elemento determinante, tutto il resto non conta.

Davvero, non c’è altro. Persino il miglior libro a sostegno dell’ideologia di genere (Cordelia Fine, Maschi = femmine. Contro i pregiudizi sulla differenza tra i sessi, Ponte alle Grazie 2011) non porta prove a sostegno della propria tesi: si limita a criticare gli argomenti degli avversari.

Una sensazione.

Che può essere causata da un desiderio di compiacere uno dei due genitori con atteggiamenti tipici dell’altro sesso; oppure da un senso di inadeguatezza; o ancora dall’introiezione di modelli maschili o femminili particolarmente accattivanti o disturbanti. Le motivazioni di questa sensazione possono essere le più varie e, come abbiamo visto, è una sensazione che – nella stragrande maggioranza dei casi – è transitoria. Ma in base a questa sensazione si interviene con degli ormoni per impedire lo sviluppo dei bambini; in una società che vuole carne «bio» ricavata da animali cresciuti senza stimolazioni ormonali...

La moda transgender e l’ansia di essere a la page rovina i genitori che rovinano i bambini

Per non parlare dei genitori di questi bambini, considerati «coraggiosi» e «illuminati» se si accodano alla sensazione del proprio figlio; retrivi e crudeli se la considerano un problema. Spesso si ritrovano soli ad affrontare questa situazione, accerchiati da persone entusiaste per aver finalmente conosciuto un bambino «alla moda».

Che considerazioni possiamo trarre da queste osservazioni?

La metafisica, la scienza e la natura

I difensori della legge naturale hanno abbandonato la metafisica per inseguire il mondo. Il concetto di «natura» (progetto, in termini correnti) è infatti metafisico: la natura non si vede, né si tocca; ma c’è. L’idea che un bambino maschio abbia un progetto da uomo, e una bambina femmina uno da donna, è di tipo metafisico.

I nemici della legge naturale, per negare la metafisica, hanno dichiarato reale solo ciò che può essere percepito con i sensi; e hanno ribattezzato «natura» la materia. È degno di attenzione solo ciò che può essere misurato, ciò che può essere analizzato con il metodo scientifico. E i difensori della legge naturale, per dialogare con i loro avversari, tentare di convincerli, o forse perché la pensano come loro, hanno cominciato a difendere le loro ragioni utilizzando il metodo scientifico.

«Vedete?» dicono «I numeri ci danno ragione, lo dice la scienza. Parliamo il vostro linguaggio e dovete riconoscere il vostro torto».

La menzogna ideologica non si confuta con la scienza (che l’ideologia snobba), ma con la metafisica

Ed ecco l’amara sorpresa: invece di ottenere la vittoria sperata, i sostenitori della legge naturale ottengono pernacchie e sberleffi. A nessuno interessano i dati scientifici che sostengono la legge naturale. La legge naturale è sbagliata «a prescindere», è intrinsecamente sbagliata, ontologicamente sbagliata. Metafisicamente sbagliata. Non importa cosa dicono i numeri.

Gli avversari della legge naturale, coloro che non credono nella metafisica, non credono nemmeno nella scienza. Semplicemente non credono in nulla. Sono solo animati da odio, dal desiderio di distruzione, da un cupio dissolvi antichissimo e feroce. Un odio satanico per l’essere umano e per tutto il creato.

I difensori della legge naturale, ingannati da buoni propositi e da un linguaggio autorevole, hanno consegnato il mondo a quest’odio.

Roberto Marchesini

 


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