06/07/2020 di Manuela Antonacci

Transgender a quattro anni, ora in fase di “transizione”, si confida in un video choc

“Mi sono reso conto che a TRE anni volevo essere una ragazza”: inizia così il video, pubblicato sulla pagina facebook di Freeda, in cui quella che sembra una delicata ragazzina bionda spiega in realtà di essere un bambino “in transizione”.

E sì perché quel delicato faccino e i lineamenti prettamente femminili, che si notano nel video, come ci spiega lui stesso, sono dovuti al consumo continuativo di ormoni cross sex, che stimolano lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari del sesso “desiderato”. Ma questo è solo l’inizio del suo racconto, peraltro contenuto in un video dai colori zuccherosi e con un tocco di glamour, nelle immagini, come a voler mostrare quanto sia “trendy” essere trans.

L’incipit è quello di una sorta di captatio benevolentiae, attraverso la carta della “pietà” (ovviamente parliamo di un discorso troppo perfetto e ben pensato per essere stato formulato dal bambino in questione...):Cloe, come dice di chiamarsi, avrebbe “percepito” di essere femmina, dalla tenera età di 3 anni, a quattro anni poi, avrebbe comunicato ai suoi genitori questa sua sensazione, aggiungendo di voler morire. Così, sarebbe stato condotto dai suoi, da una psicologa “gentile” che le avrebbe permesso di iniziare il percorso di transizione.

Innanzitutto ci chiediamo quanto possa essere “gentile” una psicologa che per un bambino di quattro anni appena, consigli il percorso di “transizione” e con quale coscienza avrà permesso una cosa simile, ben sapendo, da psicologa, quanto la psiche di un bambino di quell’età si stia innanzitutto, appena formando e sia, comunque, in costante evoluzionee che, dunque, il povero paziente in questione, potrebbe svegliarsi da un giorno all’altro e non avere più questo desiderio, semplicemente perché l’aver cambiato idea fa parte del suo percorso di crescita.

Ma l’assurdità della scelta “terapeutica” della psicologa in questione (e come lei, di tanti altri psicologi che si muovono in questa direzione) sta nel fatto, come ci informa Cloe, nel video, che la sua intenzione è quella di seguire la terapia ormonale per un paio di anni (a base di triptorelina)per decidere, poi, se fare l'intervento chirurgico di asportazione dei genitali maschili o meno. Una “transizione” che lui annuncia tutto sorridente ma che, non sarebbe certo una passeggiata e non è detto che dia i risultati sperati in termini di benessere psichico, considerato anche l’alto numero di suicidi tra i transgender. Per di più, parliamo di un’operazione irreversibile, da cui non si può più tornare indietro.

E allora, come si può sottoporre un bambino di 4 anni all’inizio di un processo simile?E soprattutto quanto devastante può essere questo processo di ipersessualizzazione dei più piccoli, che all’età di Cloe si trovano ad assumere un aspetto che non corrisponde al loro sesso biologico ma che non corrisponde nemmeno, totalmente, ad un sesso definito? E ci teniamo a sottolineare che questo non ha niente a che fare con la tolleranza e la non discriminazione ma con un vero e proprio abuso sulle menti dei più piccoli che non possono e non devono essere condizionate attraverso delle procedure così pesanti, nella loro scelta, per di più in un periodo della loro vita, davvero delicato.

Insomma, a sostegno dell’ipersessualizzazione dei bambini, non c’è discorso, per quanto “petaloso”, che tenga.

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