06/11/2015

Transessualismo – Cambiano sesso e si sposano

Al giorno d’oggi non ci si dovrebbe più sorprendere di nulla, dato che non ci sono più limiti di sorta. Eppure l’ultima moda nel mondo del transessualismo non passa inosservata:

due persone, un uomo (ora apparentemente donna) e una donna (ora apparentemente uomo), dopo aver effettuato il cosiddetto “processo di transizione” da un sesso all’altro, si innamorano e decidono di convolare  a “nozze”.

Il tutto ovviamente a norma di legge, dal momento che in Italia è in vigore la Legge 14 aprile 1982, n. 164: “Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso”, che di fatto delegittima la componente biologica a vantaggio dell’autodefinizione di genere.

Un caso in tal senso – come riportato da Il Tirreno – è quello che coinvolge il Comune di Orbetello, dove il prossimo 6 febbraio due trans uniranno le loro vite davanti al Sindaco. I due “promessi sposi” all’anagrafe sono Alessio e Valentina, rispettivamente di 23 e di 19 anni. Entrambi oggi dichiarano che fin da piccoli si sentivano imprigionati in un corpo che non riconoscevano, fino a quando hanno deciso di assecondare la percezione che avevano di sé e di incamminarsi nel tortuoso processo di transizione di sesso, fatto di sedute psicologiche, dosaggi di ormoni, iter legali e, in conclusione, della fatidica RCS (Riconversione Chirurgica di Sesso).

I due ragazzi hanno quindi avuto un percorso di vita parallelo. Conosciutosi poi in chat, si sono innamorati e hanno deciso di condividere il resto dei loro giorni. In prospettiva non limitandosi a una vita a due, ma coinvolgendo anche dei minori: Alessio, che oggi si fa chiamare Alessia, ha infatti già dichiarato che una volta sposato si recherà in una clinica di Kiev per comprare l’utero di una donna e coronare così il suo desiderio di maternità.

Una vicenda piuttosto simile ha per protagonisti altri due ragazzi italiani, secondo quanto riportato da Brescia Today: la venticinquenne Jessica, che oggi si fa chiamare Jack, e il ventiduenne Samuel, che oggi si fa chiamare Chloe. 

E chissà quante altre sono, in Italia e nel mondo, le storie simili. Basterebbe fare un’incursione nel mondo del transessualismo per scoprirle.

Tutto normale, quindi? Assolutamente no. I nostri giovani, spesso cresciuti senza adulti in grado di proporre loro regole e valori, con questi gesti eclatanti non stanno facendo altro che invocare aiuto.

La società sarà in grado di assumersi la responsabilità di dare ascolto al loro grido?

Redazione

 

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