01/08/2026 di Fabio Piemonte

Tornano le “Tavole di Assisi” sabato 5 e domenica 6 settembre

Il 5 e 6 settembre tornano le Tavole di Assisi: due giorni di incontri su fede, cultura, educazione e impegno pubblico.

Giunte alla quarta edizione, il 5 e 6 settembre tornano “Le Tavole di Assisi”, l’evento culturale per rilanciare il pensiero cristiano, conservatore e identitario, organizzato in collaborazione con il quotidiano La Verità. Tale manifestazione – che si terrà presso l’hotel “Il Cenacolo” di Assisi, in via Patrono d’Italia, 70 – vede tra i numerosi ospiti e relatori anche diversi membri di Pro Vita & Famiglia. Il filo rosso di quest’edizione è “San Francesco: dal Creato alle Creature”. È possibile iscriversi alla manifestazione con un contributo di 35 euro, mentre il programma dettagliato è consultabile sul sito ufficiale dell’evento: www.tavolediassisi.it.

Il programma de Le Tavole di Assisi

Dopo una breve presentazione dei lavori con un omaggio a Vittorio Messori – l’insigne vaticanista e apologeta cattolico sempre pronto a dare ragione della speranza cristiana morto il 3 aprile scorso – e i saluti dell’avvocato Simone Pillon, presidente del comitato promotore, sabato mattina 5 settembre alle 9:30 il vescovo di Ventimiglia-Sanremo Mons. Antonio Suetta e Francesca Romana Poleggi interverranno per la prima tavola su “Il San Francesco dimenticato: cavaliere e contraddittore del sultano”. La seconda tavola di discussione intende invece affrontare il tema “Gli errori dell’Illuminismo e i falsi dogmi della modernità” con Lorenzo Bertocchi, direttore del mensile Il Timone; il giornalista e saggista Gianluigi Paragone; Toni Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, e Benedetto Delle Site, presidente UCID Giovani e autore del saggio La profezia di Leone XIII ai tempi di Leone XIV. Alle ore 12 sarà invece il poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato 800mo anniversario francescano, a presentare il suo brillante saggio La ferita, la letizia sulla figura del poverello d’Assisi. Dopo il pranzo, la terza tavola vedrà dialogare il direttore di Nazione Futura Francesco Giubilei, il presidente di Fides et Ratio Gian Pietro Caliari e il nostro Jacopo Coghe intorno al tema “Radici cristiane e bene comune, la sfida per il futuro dell’Europa”. E ancora nel pomeriggio l’antropologo Mario Polia approfondirà il tema “Fede, cultura e politica nell’Occidente cristiano”. Il pomeriggio prosegue poi alle ore 18 con la quarta tavola dedicata al tema pedagogico: “Chi educa le nuove generazioni: la famiglia, la scuola, i media, i social o l’AI?”. Ne parleranno insieme la giornalista e saggista Costanza Miriano, la nostra portavoce Maria Rachele Ruiu, la responsabile politics Olimpia Galiberti e il presidente del Family Day Massimo Gandolfini. Infine il vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo illustrerà il tema “La politica e i principi non negoziabili. San Francesco, Tommaso Moro, Giuseppe Tovini, Charlie Kirk e molti altri”.

Domenica 6 settembre, dopo la Santa Messa in programma alle 8:30 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, alle ore 10 si discuterà ancora di “Fede e impegno pubblico: i cristiani nel XXI secolo” con Marco Sermarini, direttore Scuola Familiare Chesterton; Giacomo Rocchi, presidente della I Sezione Penale della Corte di Cassazione e Federico Iadicicco, presidente dell’Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario (ANPIT). Infine con la sesta tavola l’economista Ettore Gotti Tedeschi proporrà un’analisi economica delle migrazioni. Quindi la chiusura lavori è affidata allo stesso promotore dell’evento Simone Pillon.

Insomma si tratta di un evento che si profila denso di spunti di riflessione interessanti con un panel di esperti di rilievo, mediante i quali si desiderano indagare le radici dell’attuale crisi antropologica, culturale e sociale e nel contempo sviluppare i temi caldi della contemporaneità in materia di libertà educativa, principi non negoziabili, fede e impegno pubblico, nella lucida e profonda consapevolezza che – per dirla con San Giovanni Paolo II«una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta».

 

 

 

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