30/03/2022 di Luca Volontè

Suicidio assistito. In Canada richieste aumentate esponenzialmente dalla legalizzazione del 2015

In Canada l'aiuto medico alla morte – ovvero l’elegante giro di parole per nascondere la realtà dell’omicidio - è stato legalizzato già nell’ormai lontano 2015.

Da quel momento fino al 2018 è stata registrata una media di 60 richieste all’anno, una cifra però drammaticamente triplicata negli ultimi anni ed è destinata ad aumentare ancor più vertiginosamente. Nel 2020, infatti, le richieste sono state 93, nel 2021 sono state 116 e nell’anno ancora in corso sono addirittura già 163 in soli tre mesi.


Per Valérie Faucher, responsabile medico e membro del consiglio di amministrazione del Centro universitario integrato di salute e servizi sociali (CIUSSS) di Saguenay–Lac-Saint-Jean, questo aumento è dovuto al fatto che l'aiuto medico alla morte «è ormai accettato da una parte ampia della popolazione e non è più tabù»; inoltre «è praticato da un numero sempre più alto di medici».

Dunque non solo sempre più medici praticano il suicidio assistito, ma «viene anche offerto un sostegno ai medici che vogliono iniziare questa cura, sotto forma di tutoraggio», ha spiegato sempre la dottoressa Faucher. «Finora nell’anno 2022, il 40% degli aiuti medici alla more sono stati somministrati a domicilio, rispetto agli anni precedenti quando questi numeri erano quasi aneddotici».

Le ultime statistiche, dunque, mostrano anche un'evoluzione nel luogo in cui viene somministrata l'assistenza medica alla morte. Mentre all'inizio era quasi esclusivamente negli ospedali, ora sempre più persone scelgono di ricevere il servizio nelle loro case. «Stiamo parlando di case di cure palliative, residenze o case per anziani. I dati finali per l'anno in corso saranno disponibili a maggio prossimo, quando il rapporto annuale CIUSSS sarà presentato».

Se i dati verranno confermati anche dai report nazionali, possiamo ben dire che l'eccezione della caritatevole morte del sofferente sta diventando la regola dell’omicidio legalizzato di anziani e sofferenti come miglior cura della malattia. Una tragedia che il testo di legge in esame in Italia non può ignorare.

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