Il Children’s National Hospital di Washington, uno dei più importanti ospedali pediatrici degli Stati Uniti, ha annunciato ufficialmente che dal 30 agosto 2025 interromperà la prescrizione di farmaci per la “transizione di genere” ai minori. Una svolta tanto significativa quanto attesa, motivata «dall’aumento dei rischi legali e normativi» per l’ospedale, per i medici coinvolti e per le famiglie. La comunicazione è apparsa direttamente sul sito del centro ospedaliero, nella sezione dedicata al “Programma di sviluppo del genere”, e rappresenta un importante passo indietro rispetto a quelle pratiche mediche che, dietro il falso mito dell’autodeterminazione, compromettono la salute fisica e psicologica dei bambini. L’ospedale continuerà a fornire supporto psicologico, ma ha chiarito che non verranno più somministrati ormoni o farmaci per bloccare la pubertà a giovani pazienti.
La decisione dopo le politiche di Trump
Il cambio di rotta avviene pochi mesi dopo l’azione decisa del presidente Usa Donald Trump, che ha firmato un ordine esecutivo intitolato “Proteggere i bambini dalle mutilazioni chimiche e chirurgiche”. Il provvedimento, infatti, stabilisce che il governo federale non finanzierà, promuoverà né sosterrà in alcun modo la “transizione” di un minore, e si impegnerà a far rispettare con fermezza le leggi contro questi trattamenti spesso distruttivi e irreversibili. Il documento denuncia anche la mancanza di rigore scientifico delle linee guida promosse da organizzazioni internazionali come la WPATH, spesso invocate per giustificare questi interventi.
Via le ideologie dalla medicina
La decisione del Children’s National Hospital arriva in un contesto sempre più attento ai rischi dell’ideologia gender applicata alla medicina. Il Dipartimento di Giustizia statunitense, per esempio, ha recentemente inviato oltre 20 mandati di comparizione a medici e cliniche coinvolti in pratiche di “transizione” sui minori. «I professionisti che hanno mutilato bambini in nome di un’ideologia distorta saranno chiamati a rispondere», ha dichiarato la Procuratrice Generale Pamela Bondi, come riferisce il portale di informazione Breitbart. Si tratta dunque di un segnale forte a tutela dei più piccoli e del diritto di crescere senza pressioni ideologiche. È auspicabile che anche in Europa - e in Italia (pensiamo allo scandalo dell’Ospedale Careggi di Firenze) - si seguano questi esempi di coraggio e responsabilità, abbandonando la follia di trattamenti invasivi su bambini spesso confusi e quindi molto vulnerabili.