18/03/2020

Spagna, l’esperto in cure palliative smonta il fronte pro-eutanasia

Mentre in Spagna si cerca di premere l’acceleratore per introdurre l’eutanasia, il massimo esperto di cure palliative spagnolo, l’anestesista Marcos Gómez Sancho, sbugiarda questa operazione puramente ideologica. Anzi, a dirla tutta, è stato proprio lui a riaprire il dibattito sulla questione, perché, in seguito al voto favorevole del Congresso dei deputati nel febbraio scorso, molto probabilmente la Spagna avrà una legge per l’eutanasia entro il mese di giugno.

Ma, in un’intervista televisiva, per la trasmissione “Salvados”, Marcos Gómez Sancho ha affermato che l’eutanasia non fa parte della libertà di scelta per il malato, perché, in questo caso, l’unica possibilità che gli si offre per combattere il dolore è la morte. Le cure palliative, invece, sostiene, rappresentano un’ottima soluzione. Stiamo parlando di un medico che ha lavorato per ventotto anni a Las Palmas nell’isola di Gran Canaria dove, per la sua opera instancabile, gli è stata addirittura dedicata una via.

Un uomo che ha curato ben 25.000 persone nel corso della sua carriera, di cui solo «tre o quattro» hanno fatto richiesta di eutanasia nonostante l’inizio delle cure palliative. Ed è questo che Sancho sostiene con forza «Quando i pazienti arrivano, afflitti dai dolori di un tumore al pancreas o di altra natura, normalmente chiedono di poter morire. Dopo la prima puntura di morfina, questa richiesta scompare. Se si iniziano le cure palliative, la richiesta non torna più se non in casi rarissimi: tre o quattro, sulle 25 mila persone che ho trattato in ventotto anni».

Ma il vero problema, ha continuato il dottore, è che in Spagna ci sono troppo poche cure palliative, al punto che, nonostante ben 120 mila pazienti all’anno ne abbiano bisogno, solo la metà riescono ad accedervi, in quanto il sistema sanitario non investe in questo settore. Per questo, ha dichiarato Sancho, è gravemente contraddittorio che si approvi una legge per mettere fine alla vita dei malati, mentre non se ne approva un’altra che permetta a tutti di ricevere le cure palliative, non dando così, ai sofferenti, la possibilità di scegliere effettivamente tra l’eliminazione del dolore e l’eutanasia.

Per questo, secondo il medico, sarebbe necessario prima approvare delle misure che facilitino l’accesso alle cure palliative e solo dopo ciò, ha sostenuto, si potrà introdurre una legge per l’eutanasia, per i casi che ha definito “estremi”. Perché la situazione è chiara e Sancho l’ha ribadita con forza «Oggi molte persone chiedono l’eutanasia solo perché non sono garantite le cure palliative».

 

di Manuela Antonacci

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