07/07/2015

Sopravvissuti all’aborto – La vita dei neonati non è un diritto umano?

Al Consiglio d’Europa, quell’organizzazione internazionale di cui fa parte la CEDU, continua (imbarazzato) il rifiuto del dibattito sul diritto alla vita dei piccoli sopravvissuti all’aborto.

Il Centro Europeo per la Legge e la Giustizia (ECLJ) ha presentato una Petizione per i diritti dei neonati che sopravvivono all’aborto tardivo, di cui abbiamo parlato qui, e che vi invitiamo a firmare, se non l’avete già fatto.

Il 31 agosto l’Assemblea del Consiglio d’Europa deciderà se è ammissibile. Intanto il 23 giugno la Commissione sugli Affari Legali e i Diritti Umani ha dato parere negativo, perché la questione è troppo “sensibile” e rischia di dividere l’Assemblea (!).

gianna_jessen_aborto_soparvvissuti
Gianna Jessen è una sopravvissuta all’aborto salino che gira il mondo offrendo la sua testimonianza sul diritto alla vita che è di tutti gli esseri umani

Quindi la ECLJ ci chiede di inviare testimonianze e adesioni a [email protected], perché fino alla fine d’agosto ancora c’è tempo per far qualcosa di concreto a favore delle centinaia di bambini che vengono lasciati morire tra i rifiuti ospedalieri e sui tavoli operatori. 

Questo è il rapporto: “Late Term Abortion & Neonatal Infanticide in Europe” . Esso offre dati agghiaccianti (che sono comunque grandemente sottostimati).

La petizione chiede che in casi del genere ai bambini sia riconosciuto il diritto alle cure o – per lo meno – a un dignitoso trattamento palliativo che li accompagni alla morte.

Su una questione del genere non dovrebbe esserci alcun dibattito: perché i bambini – anche molto prematuri – si fa di tutto per salvarli, quando “partoriti”. Se estratti dal grembo materno “vivi per sbaglio”, invece gli stessi bambini non hanno neanche diritto a un po’ di calore umano?

Redazione

Bludental

 

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info