13/02/2026 di Giuliano Guzzo

Smascherate falsità di uno “studio” contro le cosiddette terapie di conversione

Le bugie non sempre, purtroppo, hanno le gambe corte. A volte camminano agilmente anche per anni. Però, alla fine, vengono sempre smascherate come tali. Lo si può constatare anche rispetto ad uno studio con il quale, cinque anni fa, un think tank dell’Università della California a Los Angeles (Ucla), il Williams Institute, affermò che la consulenza cristiana nelle cosiddette terapie di conversione in ordine al cambio di orientamento ed identità sessuale avrebbe aumentato i tassi di suicidio. Ebbene, secondo quanto riferisce il portale dell’organizzazione Liberty Counsel, le conclusioni di questo studio non sarebbero affatto così solide, anzi. Infatti, un riesame di questa ricerca ha condotto ad esiti non solo diversi, ma perfino opposti.

Errori logici e statistici

Più precisamente, è accaduto che un team di ricercatori della Catholic University of America, sotto la guida del sociologo Paul Sullins, ha riesaminato lo studio del Williams Institute insieme ad altri tre degli studi più citati contro le terapie di conversione. Ebbene, pare siano emersi tutta una serie di gravi errori logici, di dati riportati in modo ingannevole e di conclusioni errate. L’elemento più clamoroso tra quelli emersi riguarda lo stile di vita delle persone incluse nel campione, risultato disinvoltamente pro Lgbt. Sarebbe come, ha fatto presente Sullins, se per valutare l’efficacia della solidità matrimoniale si avvicinassero solo persone divorziate. Non solo. Non si sarebbe tenuto adeguatamente conto delle persone gravemente depresse e con tendenze suicide, anche prima di tentare un percorso di cambiamento; anche questa una omissione grave e che, per analogia, potrebbe per assurdo portare a vietare i farmaci antipertensivi scoprendo che la maggior parte delle persone che li assumono aveva anche sofferto in precedenza di ipertensione. Una volta tenuti presenti questi fattori, il team della Catholic University of America ha riletto i dati scoprendo come, in realtà, lo studio del Williams Institute dimostrava che la consulenza cristiana sul cambiamento riduceva – anziché accrescere - l'ideazione e le azioni suicide.

La verità: percorsi aiutano a non avere tendenze suicide

Ancora, Sullins e il suo gruppo hanno pure condotto una loro ricerca focalizzandosi sull'esperienza di persone che avevano seguito un percorso di cambiamento cristiano; facendo questo, si è rilevato come persone che avevano partecipato a un percorso di cambiamento cristiano avessero in realtà meno tendenze suicide, con un rapporto di 9 a 1 di risultati positivi da questa terapia. Liberty Counsel considera pertanto, e pare proprio con solidi argomenti, quella del Williams Institute, tra i cui studiosi sembra non manchino attivisti arcobaleno, una pericolosa fake news. Alla quale, manco a dirlo, ha abboccato l’Europa che, non più tardi di qualche giorno fa, ha visto l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa approvare una Risoluzione “Per il divieto delle pratiche di conversione”, che invita gli Stati membri a introdurre a tal proposito sanzioni penali. Un’approvazione stigmatizzata da Pro Vita & Famiglia. 

Anche gli Usa in campo

Non solo l’Europa, però. A essere toccati da tale tema sono anche gli Stati Uniti, dove prossimamente la Corte Suprema si dovrà pronunciare sul caso Chiles v. Salazar per stabilire se città e Stati possano o meno vietare la consulenza di conversione cristiana solo perché gli attivisti Lgbtq e trans la ripudiano. La causa Chiles v. Salazar verte infatti sulla costituzionalità della legge del Colorado sulla terapia di conversione per i minori, che in sostanza vieta la terapia di conversione per i minori da parte di professionisti della salute mentale autorizzati. La consulente Kaley Chiles, da cui è partita la causa, sostiene infatti che la legge del Colorado – difesa da Patty Salazar, Direttore esecutivo del Dipartimento delle Agenzie di regolamentazione dello Stato – violi la libertà di parola costituzionalmente protetta, discriminando determinati contenuti e punti di vista.  Da parte sua, il Colorado, come ad onore del vero anche diversi altri Stati, ha vietato la terapia di conversione sui minori nel 2019, basandosi su quelle stesse “evidenza” scientifiche oggi non più tali, ma anzi smontante e smentite.

 

 

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