01/12/2019

“Sì alla vita, fuori il dr. Morte”: di nuovo nella bufera il dottor Silvio Viale

C'è chi lo chiama “dottor Morte” e contro di lui sono scesi in campo per protesta a Torino. E’ un medico eppure sul tema della vita (dal concepimento alla morte) è stato accusato di ignorare il giuramento di Ippocrate. Proprio per questo, davanti al Sant’Anna, Gioventù Nazionale che è il movimento del partito di Giorgia Meloni ha deciso di affiggere un manifesto chiaro. Ora che il dottore si è detto disponibile a praticare il suicidio assistito, non restava che dirgli due parole. Che sono state queste: «Sì alla Vita, fuori il dr. Morte». E’ successo la scorsa notte e il ginecologo della struttura ed esponente dei Radicali, ha commentato solo con un “Sono ridicoli non hanno rispetto per la sofferenza”.
 
Poteva finire così? Ma certo che no.
 
La dichiarazione del Dottor Viale non è piaciuta al capogruppo in Regione di FdI, Maurizio Marrone, il quale ha addirittura chiesto il licenziamento del medico. “Viale – ha detto il responsabile di Gn Torino Salvatore Ardini - si era già espresso a favore della morte quando, alcune settimane fa, si era augurato che Giovannino, il neonato abbandonato dai genitori al Sant’Anna e affetto da una grave patologia, non sopravvivesse”.
 
Fratelli d’Italia avrebbe già chiesto alla Regione di segnalare Viale all’Ordine dei Medici. Ma per le sue ultime frasi choc sul piccolo malato della sindrome di Arlecchino (aveva detto  «Chiunque di noi, potendo conoscere la diagnosi durante la gravidanza, abortirebbe. C'è da sperare che non sopravviva, mentre bisogna garantire un'assistenza adeguata per il periodo che dovesse sfuggire alla morte»), il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Sant'Anna di Torino aveva già avviato a quanto pare un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Dalle notizie di stampa, il Dipartimento aveva deciso di agire in quella direzione per «non conformità del comportamento» rispetto al Regolamento disciplinare e al Codice etico.
 
E ora ci mancava la pratica del suicidio assistito alla Città della Salute. Ma la missione del medico non era quella di salvare le vite?
 
 
di Luca Scalise
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