07/03/2014

Sostieni il ricorso contro l’UNAR e le altre battaglie legali per la Vita!

Grazie all’impegno di alcune personalità e associazioni, tra cui anche Notizie Pro Vita tramite la petizione già consegnata ai massimi organi del Governo, e in particolare grazie all’azione efficace dei Giuristi per la Vita, la diffusione nelle scuole dei libretti “Educare alla diversità”, pubblicati dall’UNAR, è stata bloccata! Questo dimostra che le forze pro vita e pro famiglia possono vincere importanti battaglie! Ma la guerra continua ...

Il summenzionato ufficio (UNAR), inserito nel Dipartimento per le Pari Opportunità, non contento del tentativo di imporre la aberrante teoria del gender ai nostri bambini e ai professori nelle scuole (con la “Strategia nazionale” e con i libretti sulla “Educazione alla diversità”), ha anche pensato di imporre un vero e proprio “pensiero unico” ai giornalisti riguardo alle tematiche LGBT: ha infatti pubblicato delle “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT” alle quali dovranno attenersi tutti i giornalisti italiani.

Quelli che non si piegheranno ai diktat dell’UNAR violeranno le norme deontologiche, per cui rischiano la denuncia e forse il carcere  (soprattutto dopo il passaggio della legge contro la omo-transfobia). Ecco alcuni di questi comandamenti: vietato parlare di “gay esibizionisti”: il giornalista porrà invece attenzione a sottolineare gli aspetti positivi della “visibilità” degli omosessuali e il coraggio di chi si rende visibile; se un transessuale si sente donna il giornalista deve scrivere “la trans” e non “il trans”; non associare transessuali e prostituzione e mai parlare di prostitute o prostituti. Il giornalista userà invece l’espressione “lavoratrice del sesso trans”; il giornalista dovrà anche educare i suoi lettori a considerare cosa buona e giusta il “matrimonio” omosessuale e farà notare che “il matrimonio non esiste in natura, mentre in natura esiste l’omosessualità”; non si potrà scrivere di “uteri in affitto” (per non attribuire una connotazione “negativa”) ma solo di “gestazione di sostegno” … Insomma un vero e proprio lavaggio del cervello degno delle peggiori dittature.

Queste imposizioni sono, inoltre, contrarie alla nostra Costituzione poiché violano la libertà di espressione e il pluralismo informativo – artt. 13 e 21 Cost. – e sono in diretto contrasto con l’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Vista la gravità di questo documento le forze “pro vita” non possono restare inerti: perciò i Giuristi per la Vita, in collaborazione con la nostra Associazione Pro Vita Onlus e la Nuova Bussola Quotidiana, presentano ricorso al TAR del Lazio, firmato dal giornalista ricorrente dott. Riccardo Cascioli, per fare annullare tali assurde direttive (vedi il Ricorso al TAR): altrimenti tutta l’informazione che riceveremo in futuro verrà distorta a favore della propaganda trans-omosessualista.

Un tuo contributo per le spese legali è fondamentale: sostieni questa iniziativa con una donazione!

Altrimenti, rispondi a un piccolo questionario sul tema cliccando qui.

Inoltre Pro Vita è impegnata a sostenere altre battaglie legali per la Vita e per la Famiglia: ad esempio in difesa di un farmacista che è stato denunciato per aver rifiutato di dare la RU486; oppure ricorsi contro altre iniziative ispirate all’omosessualismo e al gender nelle nostre scuole ... Per questo il tuo aiuto è sempre più necessario!

Rinnoviamo l’invito a rispondere a un semplice questionario sulle assurde “Linee guida” dell’UNAR.

Avanti per la Vita e per la Famiglia!

Redazione

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