07/02/2026 di Redazione

Sentenza shock contro i nostri manifesti: ce la stanno facendo pagare

La libertà di espressione è sotto attacco, in particolare quella di Pro Vita & Famiglia. Ebbene sì, perché il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha inferto un colpo durissimo all’associazione, che non ci aspettavamo.

I giudici, infatti, hanno confermato la censura con cui il comune di Reggio Calabria ci ha impedito di dare voce a una ragazza - tramite delle affissioni - per difendere la vita nel grembo materno. La cosa più assurda? Hanno citato norme che non sono più in vigore da anni e leggi che, quando abbiamo fatto le affissioni, nemmeno esistevano! Un attacco che arriva - guarda caso? - dopo aver difeso l'iniziativa della Campana per i bimbi non nati del Vescovo di Sanremo e il nostro diritto di difendere la vita dal concepimento.

Con il vostro aiuto Pro Vita & Famiglia ha disturbato il sistema che considera l’aborto un dogma intoccabile e il sistema ha reagito con violenza, censurandoci di nuovo. Il messaggio incriminato è il seguente: “Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta. Stop Aborto”. Un messaggio innocuo, veritiero, personale. Ma per il comune e i giudici è un messaggio “discriminatorio”. Allucinante.

Come ricorderete, pochi giorni fa il vescovo di Sanremo Antonio Suetta ci ha esortato a essere “Campane squillanti senza paura”. Ed è dunque arrivato il momento di rispondere a quell’appello. Non a parole, ma nei fatti per riprendrci la libertà di dire che la vita è sacra e che l’aborto non sarà MAI un “diritto”.

Per questo, facendo una donazione ci aiuterete a fare ricorso contro la sentenza bavaglio dei giudici e difendere la libertà di dire che nel grembo materno c’è una piccola e innocente vita umana! È possibile così aiutarci a smantellare il micidiale asse che si è creato tra sindaci e giudici anche con un bonifico o bollettino o con una donazione immediata e sicura con Carta o PayPal (CLICCA QUI)

Il caso di Reggio Calabria

Tornando allo specifico caso di Reggio Calabria - ma non è l’unico in questi anni - un altro motivo di sconcerto è che l’Assessore alle cosiddette Politiche di Genere del Comune di Reggio Calabria aveva disposto la censura dei nostri manifesti inviando una semplice mail. Dunque nessun procedimento, nessun confronto, nessuna forma di controllo preventivo. Arbitrio assoluto. Praticamente un politico si sveglia la mattina e decide che le tue opinioni non hanno diritto di cittadinanza: prende lo smartphone o il pc, manda una mail ai funzionari comunali e ti tappa la bocca.

Tutto questo è roba da regime totalitario, e non è un “rischio”: è ciò che sta succedendo ora, ciò che ci sta logorando giorno dopo giorno. Noi di Pro Vita & Famiglia siamo gli unici a sfidare questo sistema nelle aule di tribunale e nei palazzi del potere, ma solo con il vostro aiuto possiamo portare questa emergenza fin dentro al Parlamento, chiedendo al centrodestra di modificare con estrema urgenza la legge usata da sindaci e giudici per censurarci.

Inoltre, come accennato in apertura, è stata chiamata in causa - il che è assurdo - una norma non in vigore. Il TAR, infatti, per dare ragione al Comune di Reggio Calabria si è basato sull'art. 3 D.lgs. n. 507/1993 senza rendersi conto che è stato abrogato da diversi anni. 

Una legge bavaglio

La fonte di questi attacchi, infatti, è l’articolo 23 comma 4 bis del Codice della Strada: un vero e proprio “ddl Zan” mascherato che vieta affissioni “discriminatorie” e “offensive” in base a concetti vaghi come la cosiddetta “identità di genere”. Se non cambiamo quella legge, non torneremo liberi di difendere i nostri valori comuni. Pro Vita & Famiglia ci mette faccia, energie, tempo, ma per pagare i server delle campagne web, le consulenze legali e le azioni di pressione mediatica e politica è vitale un vostro supporto immediato.

Donate per sostenere la battaglia legale, politica e mediatica per tutelare la libertà di difendere la vita, la famiglia e l’educazione dei nostri figli e nipoti!

Il ricorso alla CEDU

Ma non è finita qui. A dicembre 2025 Pro Vita & Famiglia ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani contro due sentenze ugualmente allucinanti del Consiglio di Stato. Quella del TAR Calabria infatti è stata solo l’ennesima, assurda sentenza che ha confermato le censure dei sindaci di estrema sinistra. Esperti di diritto internazionale che lavorano spesso presso la Corte ci hanno consigliato vivamente di organizzare quanto prima una conferenza stampa a Strasburgo per perorare la nostra causa.

Dobbiamo infatti scongiurare il rischio che il nostro ricorso sia tacitamente lasciato in un cassetto o peggio ancora respinto senza clamore. Pro Vita & Famiglia è in grado di organizzare questo evento di impatto mediatico a Strasburgo, ma come è facilmente comprensibile i costi di trasferta e logistici sono davvero importanti. D’altro canto, non è possibile accettare l’idea di darla vinta a chi ci vuole silenziare solo perché non abbiamo abbastanza fondi per fare tutto ciò che deve essere fatto.  Ed è per questo che chiediamo il vostro aiuto: solo unendo le nostre forze possiamo difendere i nostri diritti (nostri e vostri).

Aiutateci a respingere l’assalto dei sindaci e dei giudici estremisti per difendere la mia e la vostra libertà di espressione con una donazione.

Le prossime azioni

Grazie al vostro aiuto, inoltre, siamo già pronti a:

Innanzitutto fare ricorso contro la sentenza del TAR che conferma la censura del comune di Reggio Calabria delle nostre affissioni pro-vita; fare pressione sui partiti del centrodestra perché modifichino radicalmente l’articolo 23 comma 4 bis del Codice della Strada usato da sindaci e giudici per tapparci la bocca; moltiplicare azioni pubbliche per diffondere i messaggi censurati dai Comuni: volantinaggi, pubblicità sui giornali e una valanga di contenuti da pubblicare sui social network. Inoltre, come già accennato, siamo pronti a pianificare una conferenza stampa ad alto impatto mediatico a Strasburgo per dare risonanza al nostro ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani contro le sentenze abusive dei giudici italiani.

Sappiamo che è difficile, ma è vitale. Se voi lettori risponderete all’appello a diventare una “campana squillante senza paura” e ci aiuterete a combattere il sistema che ci vuole incriminare (a noi e a voi) per le nostre opinioni, il difficile diventerà possibile. E il possibile diventerà una vittoria.

Le altre censure in questi anni

Come accennato, quella di Reggio Calabria non è stato il solo e unico accanimento censorio nei confronti di Pro Vita & Famiglia. Da anni, infatti, nostre iniziative, affissioni, manifesti, vengono costantemente bloccati, oscurati, tolti.

Come nel 2018, quando il comune di Roma ha negato l’affissione ritraente un feto intorno al quale comparivano i seguenti messaggi, innocui e veri: «Tu eri così a 11 settimane…», «tutti i tuoi organi erano presenti», «il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento», «e ora sei qui perché tua mamma non ti ha abortito». Diniego di fatto confermato dal TAR che rigettò il ricorso dell’associazione.

O ancora, sempre il comune di Roma multò le associazioni Pro Vita e Generazione Famiglia, sempre nel 2018, per alcuni manifesti di sensibilizzazione contro la pratica illegale dell’utero in affitto. Su uno in particolare apparivano due giovani che spingevano un carrello con dentro un bambino. I giovani uomini erano individuati come “genitore 1” e “genitore 2”, e a fianco l’headline: «Due uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffitto»

Oppure, nel 2020, il Comune di Rimini negò le affissioni di 100 manifesti volti alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro l’uso della pillola abortiva RU486. I manifesti ritraevano l’immagine di una donna stesa per terra, apparentemente priva di coscienza o addormentata con una mela rossa accanto (rievocando la nota favola di Biancaneve), accompagnata dalle scritte: «Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva RU486. Mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo». Successivamente il Tar rigettò il ricorso di Pro Vita & Famiglia.

Tornando nella Capitale, l’8 marzo 2022, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, Pro Vita & Famiglia chiese e ottenne l’affissione di alcuni manifesti che riportavano l’immagine di una bimba ancora in fase fetale e la seguente dicitura: «Potere alle donne? Facciamole nascere! #8 marzo». Anche in questo caso l’amministrazione adottò un provvedimento di rimozione fondato sulla - faziosa - valutazione per cui esso fosse “offensivo della libertà della donna all’interruzione volontaria di gravidanza, oltre che lesivo della loro dignità. E pertanto palesemente in contrasto con l’art. 12-bis del vigente Regolamento [comunale] sulla pubblicità”. Anche in questo caso i giudici del TAR diedero ragione alla censura, palesemente politica e ideologica, del Comune.

E potremmo fare, purtroppo, tanti altri esempi di affissioni e campagne di sensibilizzazione censurate, negate o vietate, come i manifesti con il messaggio «Basta confondere l’identità sessuale dei bambini #stop gender nelle scuole»; oppure quelli con la dicitura «I figli non si comprano. Utero in affitto reato universale»; o ancora l’oscuramento - a Firenze - delle affissioni con l’immagine di un bambino (dalle mani in giù), il quale indossava una scarpa maschile e una scarpa femminile, e al di sotto del quale era riportata la seguente dicitura: «Basta confondere l’identità sessuale dei bambini nelle scuole - Stop gender e carriera alias». Sempre a Firenze, poi, sono stati censurati i manifesti riportanti l’immagine di un bimbo in grembo con la dicitura: «9 biologi su 10 mi riconoscono come un essere umano e tu?»

 

Dona ora con Carta o PayPal

Oppure puoi aiutarci così:

 

Bonifico bancario

Causale: Campagna Libertà

Intestato a: Pro Vita e Famiglia Onlus

Banca: Intesa Sanpaolo

IBAN: IT65H0306905245100000000348

 

Bollettino postale

Causale: Campagna Libertà

Intestato a: Pro Vita e Famiglia Onlus

Conto corrente: 1018409464

 

 

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.