03/09/2025 di Fabio Piemonte

Scuola. La detrazione del 19% contro il caro-libri non è l'unica soluzione possibile

Con il nuovo anno scolastico ormai alle porte il Governo starebbe pensando a una misura concreta per contrastare il caro-libri di testo e così supportare soprattutto le famiglie meno abbienti.

L’Esecutivo sta infatti considerando la possibilità di una detraibilità del 19% delle spese sostenute per l’acquisto dei libri di testo da parte delle famiglie in una misura che dovrebbe essere a breve accolta nella legge di bilancio. Si tratta in questo modo di realizzare operativamente quanto già preannunciato dal ministro Valditara nel corso di un question time il 30 luglio scorso, durante il quale evidenziava la necessità di «misure di ulteriore sostegno» alle famiglie.

I dettagli 

Insomma - oltre alle tasse di iscrizione e alle spese sostenute per gite, scuolabus, mensa e per partecipare ai laboratori di lingue, musica e teatro promossi nei diversi istituti di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle superiori - saranno detraibili fiscalmente anche le spese particolarmente onerose legate all’acquisto dei testi scolastici. Di tale sgravio potranno chiaramente beneficiare soprattutto le famiglie meno abbienti, in quanto la detrazione dipenderà dal valore Isee, ossia dell’indicatore della scala economica equivalente familiare - per quanto da anni Pro Vita & Famiglia sostiene la necessità di superare proprio questo strumento ancora troppo limitato (appunto l’Isee) e pensare a un quoziente familiare più vantaggioso e veritiero delle reali situazioni economiche e finanziarie delle famiglie italiane.

Inoltre la detrazione sarà fruibile anche sulla base di un tetto massimo di spesa. Attualmente, per esempio, il limite di importo detraibile per gli asili nido sarebbe pari a 632 euro per ciascun figlio, per cui la detrazione potrebbe arrivare fino a un massimo di 120 euro annui; mentre dall’infanzia alle superiori il limite è fissato a 800 euro, per cui sarà in caso possibile beneficiare di una detrazione fino a 152 euro. Insomma si auspica che tale misura economica - che è comunque ancora un piccolo passo - venga presto inserita nella manovra affinché soprattutto le famiglie più numerose o con reddito basso possano presto beneficiarne. D’altra parte è un bene per l’intera collettività che le famiglie numerose e quelle meno abbienti siano supportate, in special modo sia per quanto concerne i beni di prima necessità sia per le spese scolastiche che devono sostenere per i figli, affinché non vengano a trovarsi in ristrettezze economiche e possano così guardare al futuro con maggiore serenità.

Una spesa ingente per le famiglie

L’idea di questa nuova misura, dunque, appare condivisibile e da appoggiare, nonostante sia ancora tanta la strada da fare per aiutare davvero e concretamente le famiglie. Secondo i dati più aggiornati - riportati dal portale di informazione specializzato OrizzonteScuola, che a sua volta cita le statistiche di Federconsumatori e Codacons - la spesa media sostenuta dalle famiglie per i libri scolastici in Italia varia sensibilmente in base al grado d’istruzione, ma si aggira da un minimo di 190 euro alle scuole medie fino ad anche oltre i 1.250 euro delle superiori e questo solo per i libri di testo. Se a questi si aggiungono dizionari e altro materiale scolastico, la spesa può salire fino a un range che va dai 700 euro a 1.300 euro per ogni figlio. Cifre che, dunque, evidenziano come il peso economico del “caro-libri” sia una questione concreta e rilevante nei bilanci delle famiglie italiane.

Servono altre misure

Ecco perché lo strumento dell’Isee va comunque ripensato e in particolare andrebbe sostituito dal più equo Quoziente Familiare, soprattutto se pensiamo alle famiglie numerose. Inoltre bisogna tener conto anche del fatto che molte famiglie italiane - al di sotto o ai limiti della soglia di povertà - non hanno a prescindere così tanti soldi da spendere e che dunque la “detrazione” sarebbe praticamente inutile mancando a monte il denaro. Da questo punto di vista Governo e Politica potrebbero pensare a dei veri e propri buoni/bonus per contrastare il “caro-libri” oppure prendere come esempio alcuni Paesi europei per il prestito di libri agli studenti, acquistati direttamente dalla scuola. Accade infatti in realtà come Francia, Grecia, Malta addirittura anche Slovacchia e Romania dove i volumi vengono in un primo momento acquistati dagli Istituti per poi essere distribuiti gratuitamente o prestati agli alunni, in particolare a chi si trova nelle fasce meno abbienti della popolazione.

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.