22/01/2026 di Luca Marcolivio

Scuola. Il libro gender che parla di Club Lgbt, bagni neutri e… “mestruazioni maschili”

Il consenso informato preventivo e obbligatorio dei genitori non serve? La propaganda gender nelle scuole non esiste? Per essere smentiti basta vedere cosa accade, fin troppo spesso, nelle aule dei nostri figli e nipoti. Come la diffusione di un libro di esplicita propaganda Lgbt, stavolta destinato ad alcuni alunni della scuola primaria, dal titolo “È tutto una scintilla”

Il libretto gender

Stiamo parlando dell’edizione italiana di un volumetto realizzato dalle fumettiste californiane Lily Williams e Karen Schneemann, non nuove alla pubblicazione di supporti didattici in chiave arcobaleno. A segnalare l’ennesima imboscata contro la libertà di educazione è stato Paolo Gambi, poeta, scrittore, artista e blogger, nonché professore all'Accademia di Belle Arti. Gambi si è soffermato su “È tutto una scintilla”, con una relativa disamina dettagliata dei contenuti sul proprio canale YouTube, evidenziando in primo luogo l’insensatezza di chi ancora argomenta sull’inesistenza di un’ideologia gender, laddove il lavaggio del cervello indirizzato ai minori è ormai sotto gli occhi di tutti.

Il fumetto in questione si caratterizza per i suoi tratti scanzonati e apparentemente innocenti, in grado di accattivare subdolamente un pubblico di bambini di 9-10 anni, non in grado, a quell’età, di filtrare delle informazioni così esplicite e delicate, men che meno con vero spirito critico. Nella storiella illustrata, i ragazzi vengono descritti come persone di grande maturità ed “apertura mentale”, in grado di far riflettere i loro docenti, inducendoli persino a cambiare idea. Una rappresentazione, ovviamente, del tutto fuori dalla realtà, ma non per questo priva di un potenziale esplosivo su menti ancora acerbe e seriamente plasmabili.

Riferimenti Lgbt e bagni neutri

Nelle strip si vedono due studentesse liceali parlare con grandissima nonchalance di un club Lgbt dove all’inizio una delle due andava «solo per imparare». Poi la vicenda si sviluppa nel corso di un’iniziativa studentesca per bagni scolastici “neutri” in cui verranno distribuiti assorbenti per tutti, indipendentemente dal sesso biologico. Mentre scorrono frasi inequivocabili come «sono lesbica e tu mi piaci», si arriva al trionfo finale: «La preside ha deciso di rifornire tutti i bagni!».

Gettando alle ortiche un labilissimo scetticismo iniziale, nella storia la dirigente scolastica si è lasciata dunque conquistare dal travolgente entusiasmo dell’allieva, il cui desiderio più grande è che la scuola «lavori sull’inclusività e che i prodotti mestruali siano presenti in tutti i bagni. Il liceo deve essere un luogo sicuro per chi ha le mestruazioni, a prescindere dal genere. Le persone transgender, gender queer e non binarie», afferma la studentessa, «devono potersi sentire incluse e fornire prodotti mestruali a scuola costituisce un provvedimento efficace e non dispendioso».

Anche i maschi possono avere le mestruazioni

​Come rilevato anche dal videoblogger, l’assurdità più grande è quella di insinuare nelle menti di bambini di appena nove anni l'idea che «anche i bambini maschi possono avere le mestruazioni» e, ancor più, nel fatto che un fumetto del genere possa essere stato «consigliato dalle maestre».

«Fanno credere che questa sia la normalità e che voi siete intolleranti», commenta Paolo Gambi. «Fino a dieci anni fa questo era considerato follia. Oggi è considerato la normalità. Ognuno deve essere libero di pensare ciò che vuole: sono e resto un liberale, chi vuole aderire all’ideologia gender deve rimanere libero di farlo sempre e comunque, anche se io cerco di smascherarla. Qui siamo di fronte a qualcosa di molto diverso, siamo di fronte all’introduzione di strumenti di propaganda subdola e sottile nelle scuole elementari. Non possiamo sottoporre i bambini ai giochi e alle guerre ideologiche che fanno gli adulti. I bambini hanno bisogno di uno spazio sicuro, di uno spazio in cui non sono sottoposti a propagande di questo tipo».

Esortando i genitori a segnalare la diffusione nelle scuole di libri come “È tutto una scintilla”, Gambi rimarca: «Non sono un complottista però inizio ad avere dei seri dubbi che tutto questo sia spontaneo. Mettere nella mente dei bambini tali falsità deve avere un fine, deve avere un ritorno altrimenti non si capisce perché si faccia tutto questo». Il blogger conclude, ribadendo un rischio concreto: se non si insegna ai bambini e ai ragazzi lo «spirito critico» e a «utilizzare la mente per decodificare la realtà», inevitabilmente cadranno «nelle trappole di queste ideologie».

 

 

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