25/08/2014

Scout ed omosessualità – La nota stampa dell’Agesci

Abbiamo aperto un dibattito intorno alla cosiddetta Carta del Coraggio, redatta da dei giovani Scout riuniti a San Rossore di Pisa, nella parte concernente il nuovo modo di interpretare l’amore o, fuor di metafora, una richiesta di totale apertura alle posizioni tipiche dell’ideologia gender. Più che “Carta del Coraggio”, quindi, un vero e proprio manifesto del conformismo.

In seguito è pervenuta una lettera di presa di distanze firmata da un gruppo di Capi Scout che porteranno in discussione le loro tesi in difesa dell’impianto tradizionale dell’associazione.

Ora riportiamo a seguire il comunicato stampa ufficiale pubblicato sul sito dell’Agesci.

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La Route Nazionale si è conclusa da poco. Stiamo vivendo il tempo dei ricordi e dell’attesa.

Tuttavia è giunto il momento di lasciare risuonare il saluto e il distacco da questa esperienza intensa e pervasiva. Solo così sapremo affrontare con passione e con altrettanta intensità quanto ci attende, con spirito nuovo, perché a San Rossore le “cose si sono fatte nuove”.

Il percorso di elaborazione e stesura della Carta del coraggio – a partire dal capitolo nazionale fino al documento ultimo curato dagli alfieri – è stato un coraggioso spazio di autentico protagonismo dei rover e delle scolte che, accompagnati da noi capi in un esercizio di democrazia, hanno potuto liberamente tracciare il futuro a cui guardano e dichiarare il proprio impegno a costruirlo.

Il testo che è stato approvato dall’assemblea degli alfieri appartiene propriamente alle comunità R\S, a tutti i rover e le scolte che con le loro azioni di coraggio, con esperienze reali e importanti, vi hanno dato anima.

Si tratta ora di ripartire da qui. Dall’ascolto, che deve farsi dialogo con questi cittadini, con i quali le Istituzioni e la Chiesa hanno accettato di confrontarsi e con cui la nostra Associazione vuole continuare a camminare, iniziando un proprio percorso di approfondimento educativo e politico sui temi richiamati dalla Carta del Coraggio. Lo faremo nel modo che ci è proprio, come adulti chiamati ad esercitare compiutamente il nostro ruolo educativo, in una relazione costante, dall’Ask the boy fino alla strada condivisa e accogliendo i pensieri compiuti, le forze e le fragilità che i ragazzi hanno saputo raccontare. Il loro pensiero ha per noi piena dignità. Li aiuteremo a confrontarsi col modello di uomo e donna della Partenza, come obiettivo da raggiungere, in modo da qualificare la scelta che è alla base di ogni vera esperienza di vita.

 

La Carta sarà inviata alle comunità R\S con l’inizio delle attività, dopo una dovuta revisione stilistica e grafica (come previsto nel percorso di approvazione) e dopo aver lasciato, anche simbolicamente, il tempo necessario per sentire veramente conclusa l’esperienza di San Rossore e poter guardare gli orizzonti che questa esperienza ha generato.

A ciascuna comunità R\S sarà chiesto di confrontarsi con la Carta del coraggio, in un importante lavoro di discernimento, per crescere e maturare ancora sulle strade di coraggio appena aperte.

La diffusione della Carta nella relazione con le Istituzioni locali e la Chiesa spetterà alle stesse comunità, secondo un itinerario che come Branca R\S tracceremo.

Sarà ancora il volto dei rover e delle scolte, che guarderemo, il volto bello e l’impegno con cui accetteranno di mettersi al servizio di questo tempo. E noi con loro, facendo nostra la sfida di metterci nuovamente in strada per meglio comprendere “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono”, come “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel nostro cuore” (GS, proemio).

Elena Bonetti, Sergio Bottiglioni, padre Giovanni Gallo

 

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