12/06/2020 di Manuela Antonacci

Sandro Oliveri (Chiese Pentecostali): «Legge su omotransfobia sostanzialmente inutile»

Il tanto discusso disegno di legge sull’Omotransfobia, che verrà depositato in Commissione Giustizia martedì 16 giugno, sta suscitando la preoccupazioni di molti, credenti e non credenti, insomma di tutti coloro che hanno a cuore la libertà di pensiero e dunque anche la libertà religiosa, entrambe messe in pericolo da questa proposta di legge profondamente liberticida. Anche la chiesa pentecostale sta scendendo in campo per denunciare i gravi pericoli sottesi a questa eventuale legge. Ne abbiamo parlato con Sandro Oliveri della chiesa Parola della grazia di Palermo a cui abbiamo rivolto alcune domande.

 

Innanzitutto che cosa pensa di questo disegno di legge?

«Per prima cosa che è una legge sostanzialmente inutile e che oltre ad essere inutile è anche dannosa, anzi è di una pericolosità incredibile. Infatti equipara illecitamente affermazioni di stampo razzista come “Non è bene che si sposi un bianco con un nero” alla considerazione oggettiva che una famiglia è formata da un uomo ed una donna, strutturalmente in grado di trasmettere la vita. Dunque è un attacco diretto alla libertà di opinione, un’opinione che, peraltro, non offende nessuno perché parte da una constatazione».

Quali pericoli nasconde?

«Innanzitutto è un attacco alla libertà di culto. Poi c’è un aspetto psicologico. Noi abbiamo fatto un family day contro la legge Cirinnà e si parlava di unioni civili, non condivise dal punto di vista morale da molti credenti perché vanno contro i loro principi ma perlomeno, nel caso delle unioni civili parliamo di un fatto privato. Nel caso del ddl Zan parliamo, invece, di qualcosa di più insidioso: apparentemente sembra infatti, una legge buona ma è molto più pericolosa della legge sulle unioni civili perché entra nelle coscienze dei singoli per plasmarle».

Nella relazione introduttiva al disegno di legge si legge che «i fatti di cronaca denunciati da numerosi quotidiani nazionali e locali hanno segnalato l’esponenziale aumento nel numero e nella gravità di atti di violenza nei confronti di persone omosessuali e transessuali». Un’affermazione non supportata da alcun numero, anzi i dati Osce sugli “Hate crimes” smentiscono l’esistenza di un’emergenza omofobia in Italia. Dunque, è una legge così necessaria? Perché promuoverla?

«Perché c’è un movimento molto attivo che opera in questa direzione, al di là della opportunità della legge che non solo non è necessaria ma è addirittura dannosa. Non è necessaria perché esiste già il codice penale che punisce determinati tipi di reato contro la persona. Se, invece, questa legge venisse approvata, creeremmo una sorta di “categoria protetta” che andrebbe contro il principio di uguaglianza di cui tutti i cittadini devono godere di fronte alla legge e che l’Italia deve tutelare. Un ddl che gioca non in difesa ma in attacco e nasce da una lobby che vuole raggiungere obiettivi subdoli e ciò è confermato proprio dal fatto che una reale emergenza in Italia non c’è. Altro aspetto che spesso non viene sottolineato è che molti omosessuali non condividono questo ddl che non vuole difendere la dignità degli omosessuali, cosa assolutamente buona e giusta, ma vuole semplicemente diffondere l’omosessualismo».

 

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