Eccoci di nuovo a settembre e dopo la breve pausa agostana questa Rivista torna nelle vostre case con il nostro augurio a tutti per un buon inizio di anno sociale; e soprattutto un buon inizio di scuola per tutte le persone coinvolte.
Innanzitutto i bambini e i ragazzi ai quali auguriamo che il peso dello studio sia lieve. Non, però, come si usa oggi da più parti, perché la scuola richiede meno impegno, meno disciplina e meno attenzione. Vorremmo che gli studenti, a tutti i livelli, imparassero il lato positivo e soddisfacente del sacrificio (parola impronunciabile, oggi!) necessario per allenare il cervello ad acquisire capacità critiche.
Agli insegnanti vorrei augurare di non cedere alla stanchezza e alle mode, alle “didattiche innovative” che riducono i contenuti, le conoscenze e il rigore insito nel sapere indispensabile alla formazione di menti forti. Mi risponderanno che oggi, però, i giovani sono molto fragili. Faccio presente che se anche la scuola li continua a tenere sotto la campana di vetro del “non importa”, “va bene lo stesso” e della irresponsabilità, avremo adulti ancor più fragili incapaci di vivere una vita dignitosa.
E ai genitori auguro di poter trovare il tempo di seguire da vicino gli studi dei figli, di collaborare nel bene che la scuola insegna e di vigilare su quello che di male cerca di propinare. È più che mai necessaria agli insegnanti la collaborazione di famiglie adulte e responsabili, portatrici di valori solidi, che contribuiscano a dare solidità alla scuola “liquida”, figlia della società liquida. Siano i genitori i primi a chiedere che venga inibito l’uso dei cellulari e limitato allo stretto indispensabile il ricorso alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. Gli antichi Romani hanno costruito il Colosseo in otto anni, senza pc e senza calcolatrici, perché avevano allenato il cervello!
Coraggio: la battaglia sembra impari, ma con l’aiuto di Dio sarà senz’altro vinta. Buona scuola a tutti.
In questo numero, che potete leggere in anteprima qui, parleremo di Ru 486, sempre dalla parte delle donne e capiremo come sbugiardare gli "studi" che la propaganda abortista porta avanti per fare la sua propaganda.
Parleremo anche di neolingua e di grammatica; poi abbiamo ancora le rubriche di Maria Rachele, del professor Boscia e del professor Scandroglio... Insomma un altro numero imperdibile.
Buona lettura a tutti!