18/12/2016

Rosario per la Vita: un’esperienza di giovani pro life

Le Voci del Verbo e gli Universitari per la Vita sono gruppi di giovani che studiano, si divertono, vivono sereni e sono – pensate un po’ – cattolici, prolife, e pregano.

Qualcuno potrebbe pensare che sono matti. Noi, invece, li abbiamo conosciuti come ragazzi normalissimi, con i problemi, le gioie, gli amori, le speranze di tutti (quasi) i giovani d’oggi.

Certamente sono controcorrente e parecchio “scorretti politicamente”. Sarà per questo che a noi stanno davvero simpatici.

Questa una loro testimonianza sulle attività che hanno svolto nei primi giorni di dicembre. Qui potete vederli in un video dire alcune cose sull’aborto... così, per pensarci un po’ su.

7 dicembre 2106
Questa giornata assolata di dicembre è iniziata con una domanda ben precisa in mente: ma ce la faremo? Con coraggio ed audacia [sì perché questi ragazzi si sono trovati a volte di fronte la contestazione violenta di gruppi estremisti e di femministe, NDR], però, anche la risposta non è tardata ad arrivare: dobbiamo farcela! Perché non si tratta di noi, delle nostre prese di posizione o convinzioni, ma della Vita di bambini innocenti, per essere voce di coloro che non hanno voce!
Oggi, infatti, si sono svolte due importanti iniziative a Roma: l’apostolato “a Cielo aperto” alla Sapienza ed il “Rosario per la Vita” di fronte ad una clinica abortista. Noi siamo le “Voci del Verbo”, un gruppo di giovani cattolici che si presta con convinzione e determinazione a testimoniare la fede in Dio, a formarsi costantemente sugli argomenti di attualità ed a organizzare eventi di apologetica. Hanno inoltre collaborato con noi, in questa occasione, gli Universitari per la vita, l’Associazione Famiglia Domani e Notizie Provita!

Universitari per la vita_7dic_la Sapienza_abortoCi siamo incontrati, in mattinata, davanti alla Cappella Universitaria della Sapienza per offrire un aperitivo, dare dei volantini informativi e fare due chiacchiere sull’aborto con gli studenti. Siamo in un contesto di cultura, di conoscenza e di erudizione ed eravamo quindi curiosi di sapere quale fosse il loro pensiero a riguardo e in qual caso dare le giuste informazioni.
A dire la verità, alcuni di noi temevano una reazione poco pacifica. Infatti il 27 Ottobre scorso, sempre in collaborazione con gli Universitari per la Vita, abbiamo partecipato al primo Aperitivo per la Vita a La Sapienza e in quell’occasione ci ha accolto un corteo di una trentina di studenti, con tanto di megafono, striscioni, volantini e preservativi, che mentre ci davano dei “fascisti”, gridavano allo scandalo perché contrari alla nostra presenza sul suolo universitario. Che da ogni tipo di associazione può essere calpestato, tranne che da un’associazione contraria all’aborto, a quanto pare.

Questa volta invece non c’è stata nessuna contro-manifestazione. È stato un apostolato interessante: abbiamo incontrati tanti ragazzi che, spontaneamente, vedendoci venivano a chiedere delucidazioni sul movimento pro-life ed entusiasti aderivano poi alla mailing list degli Universitari per la vita, ma anche studenti che dichiaravano di non avere una propria opinione ben precisa e, infine, quelli a favore dell’aborto con i quali, fortunatamente, abbiamo avuto modo di confrontarci in modo pacifico e, speriamo, costruttivo.

L’essere cattolici non è un fattore determinante per essere pro-life, come spesso vogliono far passare, ma anzi abbiamo motivato le nostre posizioni con considerazioni prettamente scientifiche. Abbiamo, infatti, alla mano statistiche e studi di embriologia chiari ed inconfutabili. Di fronte a questo i favorevoli all’aborto non riuscivano più a controbattere se non con slogan, futili argomentazioni contraddittorie.

Il responso generale, comunque, è stato positivo e con questa soddisfazione nel cuore ci siamo incamminati, nel pomeriggio, verso l’ospedale S. Giovanni Addolorata, davanti a cui abbiamo recitato il Rosario. Abbiamo pregato per la fine degli aborti, le anime delle vittime di tale procedura e i diritti di questi. Bisogna, infatti, ricordare che in gioco c’è sia la vita dei bambini, che quella delle madri che viene segnata per sempre, a livello psicologico, emotivo e fisico.

Siamo una società che afferma ed esalta la libertà in ogni contesto e atto pubblico o privato, ma che va poi a negare il diritto alla vita proprio a coloro che non hanno la possibilità di difendersi adeguatamente!

Viene rifiutato loro il rispetto e la dignità che, proprio questa stessa società, richiede per ogni essere umano. Ricordiamoci che non si parla di bambini che potrebbero venire al mondo, ma di coloro che stanno già nel mondo, crescendo nel ventre della madre, il luogo considerato il più sicuro e protetto!

Il rifiuto di questa cultura verso i più deboli deve, quindi, essere combattuto e le armi che possediamo sono l’informazione e la preghiera. Abbiamo, però, la certezza che i frutti ci sono, ogni giorno, e non ci abbandona la speranza che in futuro tutti capiranno il grande errore che si sta commettendo. Continuiamo dunque su questo cammino, perché per noi è un dovere ed un onore prenderci cura dei bambini che nessuno difende!

Gal Luminita Elena

 


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