27/03/2013

Romania: la Marcia per la Vita

In una nazione dove la gente e la cultura sono stati avvelenate da decenni di materialismo ateo e dai suoi molti frutti tossici, il danno può essere meglio misurato solo con il tempo. Monumenti, musei e le storie raccontate dai rumeni  più anziani parlano dell’oscurità in cui è stato immerso questo popolo una volta grande. Un rapido sguardo alla cultura della Romania rivela poi la misura in cui resta vincolato alla sua storia.

Le cicatrici che segnano l’eredità distruttiva del comunismo, anche se più evidenti nei paesaggi  e nei suoi musei, hanno lasciato la loro eredità più dolorosa nel cuore dei rumeni. Dopo essere stati profondamente feriti da quattro decenni di privazione della libertà di espressione e di religione, i rumeni hanno, come quelli di altri paesi dell’ex blocco comunista, una confusa idea di libertà tipica del comunismo insieme al libertinismo del decadente occidente. Il risultato: la continuazione di molte pratiche rovinose una volta imposte, ma questa volta, forse per ignoranza,  liberamente scelte.
I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che la Romania ha uno dei tassi più alti d’Europa con 480 aborti per ogni 1.000 nati vivi, il doppio della media ufficiali degli aborti dell’Unione Europea. Nel 1990,  il numero degli aborti comparato  con quello dei nati vivi è stato un orribile tre a uno. Oggi, il tasso di aborto della Romania è il secondo in Europa dopo quello russo. Secondo i dati del governo, 1958-2008 oltre 22 milioni di esseri umani hanno perso la vita con l’aborto, più della popolazione rumena.
È  anche preoccupante il fatto che i sondaggi condotti tra il 2005 e il 2011 mostrano un aumento di persone  indifferenti alla domanda se l’aborto sia un omicidio o meno; passano dal 25% al 42%. La categoria dei sostenitori dell’aborto è rimasta costante, e sono diminuiti coloro che pensano che l’aborto sia un crimine (dal 56% al 43%). A dire il vero, i media e la cultura occidentale stanno minando quello che molti avevano sperato sarebbe stato una spinta favorevole allo sviluppo della Romania. E ‘difficile vedere un futuro luminoso quando la prossima generazione è vista come una minaccia per il progresso.

Questo non vuol dire che tutti hanno accettato il malessere che l’Occidente ha offerto come alternativa al passato della Romania. I Pro-life  nelle grandi città stanno preparando la Marcia per la Vita in Romania Sabato, 23 marzo. Le città partecipanti sono: Alba-Iulia, Arad, Bacau, Bistrita, Brasov, Bucuresti, Caracal, Cluj-Napoca, Costanza, Craiova, Deva, Falticeni, Iasi, Onesti, Oradea, Pitesti, Satu Mare, Sf. Gheorghe, Slatina, Suceava, Târgoviste, Timisoara, Tg. Mures, Tulcea. E paesi vicini: Zoitani, Adaseni, Tudor Vladimirescu (Giudici Botosani)

E nel resto d’Europa abbiamo visto politici e ricercatori che esprimono preoccupazione crescente non per la sovrappopolazione, ma per il pericolo del decremento della popolazione, e le sue implicazioni per le pensioni, l’occupazione, e di altri fattori economici. In Romania, la questione è ancora evitata dai politici e dai media mainstream, ma quando si è costretti ad affrontare il tema, il tono è di una indifferenza scioccante. Da qui l’idea  di una vera e propria Marcia per la Vita, che possa avere un grande sostegno da quasi tutte le confessioni e organizzazioni cristiane. La prima condizione per avere successo nella lotta per la vita è l’unità di tutti i cristiani che si impegnano contro l’aborto.

Noi crediamo che questa Marcia per la Vita sia un momento di risveglio nella coscienza rumena- è il momento di Dio. Guardando i grafici dei tassi di aborto della Romania, i dati sulla nostra situazione demografica ed economica,  l’imminente inversione piramidale della popolazione, il numero di persone che non capiscono l’urgenza della situazione della Romania sta diminuendo.

La settimana precedente alla marcia, gli organizzatori hanno inviato una petizione ai politici rumeni, firmato da più di 70 organizzazioni, che richiede una riconsiderazione urgente di come la vita umana è vista in tutte le fasi di sviluppo, e di come la famiglia deve essere sostenuta nella legislazione romena. I politici sono stati avvertiti che “il perpetuarsi della situazione attuale si tradurrà in una  fallita ripresa , nell crollo del sistema pensionistico e dell’ assistenza sanitaria e, nel giro di poche generazioni, nella scomparsa della nazione rumena”.
Ci auguriamo che la Marcia per la Vita, e un numero crescente di altre iniziative pro-vita e pro-famiglia risveglino la nostra leadership. E come sempre, siamo grati a Dio per la mobilitazione del popolo rumeno! Finchè c’è tempo, c’è speranza, e con questo spero che continueremo ad organizzare i rumeni e insistere su una vera Cultura della Vita che è l’unica via per la nostra amata nazione.

Gerda Chisarau è il direttore del dono della vita dell’Associazione, la filiale rumena di Vita Umana Internazionale. Questa storia è ristampato con il permesso di HLI.

traduzione di Carmen Fiore

Clicca qui per leggere il testo originale pubblicato da LifeSiteNews in lingua inglese

Fonte: LifeSiteNews

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