07/02/2020

Roma, i libri “speciali” (ovvero gender) del Municipio I alle materne

La Presidente del Municipio I di Roma, Sabrina Alfonsi, con gli Assessori Emiliano Monteverde e Giovanni Figà-Talamanca, hanno presentato alla stampa presso la scuola Umberto I di via Cassiodoro l'acquisto dei libri che il Municipio ha scelto per tutte le scuole dell'infanzia comunali della sua zona. Una scelte non proprio casuale, ci viene da dire, dato che tra le case editrici scelte, c’è Lo Stampatello e tra i vari esperti degli argomenti trattati c’è Alessia Crocini (Famiglie arcobaleno Lazio).

Ricordiamo che, Lo Stampatello, è la casa editrice che Francesca Pardi ha fondato insieme alla compagna Maria Silvia Fiengo e che ha pubblicato, manco a dirlo, buona parte dei libri gender, tra cui “Piccolo uovo”, “Perché hai due mamme”, “Perché hai due papà”. Se poi si va sul sito internet della casa editrice si legge: «Lo stampatello - come scrivono loro stesse nella presentazione - nasce per colmare un vuoto nell'editoria infantile, quello rappresentato dalle famiglie in cui i genitori sono due donne o due uomini che si amano. Sono sempre di più i figli di coppie omosessuali in Italia ed è fondamentale per ogni bambino specchiarsi nei racconti e nei libri illustrati!».

Ma l’aspetto più incredibile della vicenda è il modo in cui la Alfonsi ha presentato le ragioni alla base della scelta di certa “letteratura”: «I titoli che abbiamo scelto – ha dichiarato – affrontano temi importanti, eppure di tutti i giorni, parlano di accoglienza, diritti, solidarietà, uguaglianza, intercultura. Dalle famiglie arcobaleno al razzismo, dalla disabilità alla malattia dei piccoli pazienti lontano da casa, fino al mondo dei piccoli con autismo. Temi raccontati con profondità e dolcezza. Sono grata agli autori e alle autrici, agli editori che hanno voluto raccontare tante storie che dipingono un mondo di tutti i colori, una varietà meravigliosa di cui tutti noi siamo parte».

Peccato che, in questo discorso si dia per scontato che tutti i genitori la pensino (o debbano pensarla?) allo stesso modo. L’ostentata sensibilità verso qualunque realtà, non sembra essere invece usata nei confronti di chi potrebbe dissentire da quella che si vorrebbe far passare come “larghezza di vedute”. Come reagiranno i genitori dei bambini che stanno per essere invasi da questa paccottiglia ideologica?

 

di Manuela Antonacci

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