08/06/2014

Roma gay pride: omofobia, promesse e contro manifestazione

Presto a Roma vi saranno le unioni civili.”: queste le parole di Ignazio Marino apre le danze del gay pride andato in scena ieri. Dopo Rutelli, è il primo Sindaco a voler prender parte a manifestazioni analoghe, addirittura patrocinandole ufficialmente -dopo aver negato lo stesso trattamento alla Marcia per la Vita.

Il solito carrozzone folkloristico unito ad aspetti ben più pericolosi perchè, questa volta, oltre il ridicolo vi è di più. Sono scese in piazza anche coppie GLBT con bambini con il chiaro intento di rivendicare il riconoscimento della capacità genitoriale e di poter procreare artificialmente in modo perfettamente legittimo.

Il Sindaco di Roma, che ha anche ammesso che sta facendo svolgere un lavoro legale per comprendere se, dal punto di vista giuridico, possa essere possibile trascrivere i matrimoni omosessuali celebrati all’estero, non era l’unico politico in piazza: immancabile la presenza di Nichi Vendola e di Vladimir Luxuria.

I manifestati chiamano in causa Matteo Renzi, ricordandogli gli impegni presi durante la campagna delle primarie a favore del riconoscimento dei cosiddetti diritti della comunità GLBT, messaggio che è stato riassunto nello slogan “Adesso fuori i diritti” e con l’hashtag #matteometticilafaccia.

Motti di tutt’altra natura quelli invece del Family Pride organizzato in contemporanea da Forza Nuova, manifestazione che ha ottenuto una buona partecipazione ma che soprattutto ha voluto battere un colpo contro le imposizioni del politicamente corretto: “Ma quale omofobia, ma quale repressione; la vostra è solo un’ossessione.” è uno degli slogan urlati dalla folla.

“La cultura omosessuale” afferma Roberto Fiore, leader nazionale di Forza Nuova “è contraria al progresso della società.”

Redazione

 

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