02/03/2020

Roma, corso gender per dipendenti Atac. Ecco di cosa si tratta

Se ne sentiva veramente la mancanza, verrebbe da dire. Di cosa stiamo parlando? Dell’ “indispensabile” corso contro “l'omo-transfobia e le diversità” per Atac, rivolto al personale addetto alle biglietterie e ai controlli.

Lascia veramente perplessi il fatto che per vendere i ticket o per fare i controllori sia indispensabile fare un corso contro le “discriminazioni di genere”, ma tant’è, ormai questa ideologia dilaga, non risparmiando proprio nessun ambito, nemmeno lavorativo e, dopo i corsi contro l’omotransfobia rivolti ai vigili urbani e organizzati 4 anni fa a Bari e costati al Comune ben 80.000 euro, ecco i corsi ai dipendenti Atac, a Roma.

 L’iniziativa promossa dal Diversity management aziendale dovrebbe insegnare “Il valore delle differenze”, ma… a che pro? Viene veramente da chiederselo. Sembra infatti, solo l’ennesima scusa per riproporre in tutte le salse il solito martellamento della bellezza della diversità, veicolando però, scusate se è poco, un’ideologia che le differenze le abolisce tutte, annullando la prima di tutte le diversità: quella tra uomo e donna.

E tanto per non avere dubbi sull’operazione ideologica che c’è dietro tutto ciò, scopriamo che ospite della quinta lezione sarà l'associazione Agedo Roma, costituita da genitori, parenti e amici di uomini e donne omosessuali, bisessuali e transessuali, tra le associazioni LGBTQ più attive in assoluto in Italia.

Comunque il corso ‘Il valore delle differenze' è iniziato a ottobre 2019 e proseguirà fino a giugno 2020. Si intende coinvolgere ben 450 dipendenti Atac, mentre, per ora, vi hanno partecipato 150 persone.

L’iniziativa, come leggiamo, punterebbe ad “eliminare le discriminazioni e a fornire ai dipendenti dell'azienda gli strumenti per affrontare senza pregiudizi le varie situazioni che si trovano davanti. Come, ad esempio, evitare di pensare immediatamente che se sull'autobus c'è un ragazzo straniero questo deve essere per forza senza biglietto. O di non sapere come fare se allo sportello arriva una persona trans che ha cambiato genere e allega all'abbonamento una foto diversa da quella del documento”. Insomma “competenze” per le quali più che un corso ad hoc basterebbe il semplice buonsenso e un po’ di gentilezza, ma, a quanto pare, ogni scusa è buona per negare che due più due fa quattro e che le foglie sono verdi in estate!

 

di Manuela Antonacci

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