07/11/2026 di Redazione

Elezioni midterm. La doppia faccia Usa su aborto e gender, ecco cosa è successo

Insieme al Congresso, martedì 3 novembre gli americani hanno votato anche su sport femminili, "cambio di sesso" dei minori e aborto. Sul gender vince il buon senso, sulla vita nascente arrivano tre sconfitte e una vittoria in Idaho.

Negli Stati Uniti le elezioni di midterm di martedì 3 novembre hanno consegnato ai democratici il controllo di Camera e Senato. Ma nelle stesse urne gli americani hanno deciso anche su 145 referendum in 39 Stati, e alcuni toccavano da vicino vita, famiglia, gender e bambini. Ne esce il ritratto di un Paese a due facce: compatto contro l'ideologia gender e contro l'Agenda Woke, ma ancora sconfitto – ahinoi – nella difesa della vita nascente. 

Sport femminili, il "Sì" avanza ovunque

In Arizona la Proposition 318 è stata approvata con il 58,9% dei voti: di conseguenza, le squadre scolastiche saranno distinte per sesso biologico, come risulta dal certificato di nascita, e i maschi non potranno usare bagni e spogliatoi femminili. In Nebraska l'Initiative 442 ha sfiorato il 68%, scrivendo nella Costituzione dello Stato che le squadre femminili non sono aperte agli studenti maschi e rafforzando una legge già in vigore dal 2025. Il segnale più forte arriva però da due Stati a guida democratica. Nello Stato di Washington l'Initiative 638, che esclude i maschi biologici dalle competizioni femminili scolastiche e chiede una certificazione medica del sesso, è passata con circa il 56,6% secondo le proiezioni pubblicate poche ore dopo gli scrutini dall'Associated Press. In Colorado la Proposition 134, che divide per sesso biologico le squadre dalle elementari al college, è stata approvata con quasi il 53% dei consensi, anche se l'esito esatto dello spoglio si saprà soltanto parecchi giorni dopo la conclusione effettiva delle votazioni, una prassi normale per una macchina elettorale così complessa come è quella degli Stati Uniti.

Colorado, stop al bisturi sui minori

Nello stesso Stato si è votato sulla Proposition 135, che vieta gli interventi chirurgici di "cambio di sesso" sui minori di 18 anni e l'uso di fondi pubblici per pagarli. Anche qui il "Sì" ha registrato un consenso di circa il 52%. «I cittadini americani non vogliono maschi biologici nelle competizioni femminili e non vogliono la transizione di genere per i minori: la prova che queste non sono battaglie di parte, ma di civiltà e di buon senso», ha commentato Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia, in una nota diffusa a caldo. «Una risposta chiara: cittadini, famiglie e genitori, al di là dell'appartenenza politica, non accettano le assurdità dell'ideologia gender». Un messaggio, inoltre, che riguarda anche l'Italia, dove, ha ricordato Coghe, «i cosiddetti "bambini trans" sono in preoccupante aumento, per colpa dell'approccio affermativo che l'Agenda Lgbtq+ impone, spesso con la complicità di medici e cliniche ideologizzati». Per questo Pro Vita & Famiglia chiede al Parlamento «una legge che vieti il "cambio di sesso" di bambini e adolescenti e che metta un freno all'uso sconsiderato dei bloccanti della pubertà come la triptorelina».

Sconfitta la tutela della vita nascente

Purtroppo di segno nettamente opposto è il quadro sull'aborto. In Nevada la Question 6 ha portato in Costituzione un fantomatico "diritto" all'aborto fino alla vitalità fetale con oltre il 63% dei voti, al secondo passaggio dopo quello del 2024. In Virginia la Question 1, approvata con il 62,5%, ha invece sancito una sorta di "diritto alla libertà riproduttiva" che garantisce l'aborto nei primi due trimestri, anche se contro questo emendamento resta aperto un ricorso del Founding Freedoms Law Center, con udienza fissata il prossimo 13 novembre. Nello stesso Stato, poi, con oltre il 57%, è stata cancellata dalla Costituzione anche la definizione del matrimonio come unione tra un uomo e una donna. Dopodiché in Missouri il 55,5% degli elettori ha respinto l'Amendment 3, che avrebbe cancellato l'emendamento pro-aborto del 2024 e ripristinato le tutele per la vita nascente, con eccezioni per emergenze mediche, anomalie fetali e stupro o incesto entro le 12 settimane. Lo stesso emendamento avrebbe vietato anche interventi chirurgici, ormoni e bloccanti della pubertà per i minori: un esito che pesa, anche se il voto ha ruotato soprattutto attorno all'aborto. 

Una speranza dall'Idaho

Per Pro Vita & Famiglia questi risultati sono motivo di rammarico: un duro colpo per la difesa dei concepiti e della salute delle donne, e il segno di quanto la cultura dello scarto sia ancora radicata e vada combattuta. Un faro di speranza arriva però dall'Idaho, dove quasi il 56% degli elettori ha bocciato la Proposition 1, l'iniziativa che voleva abrogare il divieto quasi totale di aborto e consentirlo fino alla vitalità fetale. Lì la legge che tutela i bambini non ancora nati resta in vigore.

 

 

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