31/10/2026 di Fabio Piemonte

L'interrogazione di Santori (Lega) sui progetti gender nelle scuole romane

Progetti gender nelle scuole di Roma: la Lega chiede in Campidoglio quanti fondi pubblici sono stati spesi dal 2013. Ecco cosa prevede l'interrogazione.

«Lgbtqia+. Ormai per leggere tutte queste sigle serve più tempo che per fare l'appello a scuola. Ma ai bambini servono educazione, serenità e rispetto, non le battaglie ideologiche del Campidoglio. Allora lo diciamo forte e chiaro: "Gualtieri, giù le mani dai bambini di Roma!"». Queste parole nette di ferma condanna del gender nelle scuole pronunciate dal consigliere capitolino della Lega Fabrizio Santori, recentemente affidate a un video pubblicato sul proprio profilo social, riprendono l'accorato appello di un comitato spontaneo di genitori che, lo scorso aprile, ha affisso manifesti in diverse zone della città contro i progetti della galassia arcobaleno nei nidi e nelle scuole dell'infanzia. Quello è stato un gesto molto concreto di protesta, dal momento che sono giunti sui banchi della scuola dell'infanzia "Giorgio Franceschi" del Municipio XII i celebri libri illustrati di Francesca Pardi, "Perché hai due papà?" e "Perché hai due mamme?". Ora, nonostante la legge sul consenso informato, pare che il vento non sia particolarmente cambiato. Di qui Santori ha presentato un'interrogazione in Assemblea capitolina affinché la norma non venga aggirata e le proposte formative in tale direzione non vengano presentate sotto mentite spoglie: il rischio è che si continuino a foraggiare le associazioni Lgbtq+ che insistono con i loro progetti d'indottrinamento gender, come ha confermato lo stesso Santori raggiunto telefonicamente da Pro Vita & Famiglia.

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L'interrogazione sul "consenso informato" nelle scuole di Roma

Il consigliere Santori ha presentato lo scorso 14 ottobre un'interrogazione a risposta scritta in Assemblea capitolina recante quale oggetto: "Ricognizione dei progetti educativi e formativi promossi, finanziati o patrocinati da Roma Capitale in materia di educazione affettiva, sessualità, identità di genere, orientamento sessuale e contrasto agli stereotipi; verifica delle risorse pubbliche impiegate e delle modalità di applicazione della legge 9 giugno 2026, n. 104, sul consenso informato delle famiglie". Dopo aver ricordato nel merito della legge sul consenso informato che «l'articolo 1, comma 5, ferme restando le Indicazioni nazionali, esclude nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria le attività didattiche e progettuali e le altre eventuali attività aventi ad oggetto temi attinenti all'ambito della sessualità», con tale interrogazione ribadisce l'esigenza di «garantire la piena trasparenza sull'impiego delle risorse pubbliche destinate ai progetti educativi e formativi; di ricostruire l'ammontare complessivo dei finanziamenti destinati a tali iniziative, distinguendo stanziamenti, impegni, liquidazioni e spese effettivamente sostenute; di verificare l'applicazione della legge n. 104/2026 alle attività finanziate o coprogettate da Roma Capitale, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche», dal momento che «è necessario assicurare alle famiglie informazioni complete e accessibili sui contenuti delle attività e sui materiali utilizzati, nonché sulle modalità di esercizio del consenso nei casi previsti dalla legge».

Pertanto, mediante quest'interrogazione, Santori chiede alla Giunta capitolina una ricognizione analitica dello status di tutti i progetti gender presentati nelle scuole dal 2013 a oggi, «indicando per ciascuna denominazione, anno di svolgimento, struttura capitolina competente, Municipio interessato, istituto scolastico o servizio educativo coinvolto, soggetto attuatore, destinatari e numero dei partecipanti nonché quale sia l'importo complessivo delle risorse pubbliche destinate alle iniziative, precisando per ogni iniziativa quali siano stati gli importi stanziati, impegnati, liquidati e definitivamente rendicontati, indicando gli estremi delle relative determinazioni dirigenziali, dei contratti e delle convenzioni, e precisando se, e in quale misura, siano stati utilizzati fondi comunali, municipali, regionali, statali, europei o provenienti da altri soggetti». E ancora, rispetto ai limiti posti dalla nuova legge sul "consenso informato", il consigliere della Lega chiede esplicitamente conto di «quali iniziative abbia assunto Questa Amministrazione, attraverso i Dipartimenti competenti, per verificare l'applicazione della legge n. 104/2026 ai progetti promossi o finanziati da Roma Capitale, se siano state emanate circolari, direttive, note operative o comunicazioni ai Municipi, ai responsabili dei servizi educativi comunali e agli enti attuatori in relazione alla nuova normativa, e se siano state concordate con gli istituti scolastici modalità di verifica dell'avvenuta informazione preventiva delle famiglie e dell'acquisizione del consenso nei casi previsti».

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I precedenti: l'ideologia gender alla scuola dell'infanzia "Franceschi"

I libri della Pardi sopracitati sono solo alcuni tra i numerosi titoli in salsa gender arrivati nelle scuole grazie ai fondi del Comune di Roma e, nel caso di specie, alla scuola dell'infanzia "Giorgio Franceschi" del Municipio XII con tanto di video spot del presidente dello stesso Municipio Elio Tomassetti che sbandierava con orgoglio la diffusione di testi di questo genere. In particolare, "Perché hai due papà?" sdogana con naturalezza – addirittura a bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni – la barbara prassi dell'utero in affitto, osando presentarla quale atto di generosità. Un libricino che – narrando la storia di due uomini, di una clinica americana, di una donna, Nancy, che porta avanti la gravidanza per loro conto – osa propagandare la maternità surrogata, che vede al contrario quasi sempre donne povere spinte dalla fame prestarsi a un simile mercimonio, partorendo figli per poi cederli ai loro committenti. Inoltre, com'è noto, nel 2025 sono stati stanziati ben 420.000 euro a Roma proprio per finanziare progetti gender per le scuole medie e corsi di formazione anche per docenti ed educatori sulla decostruzione degli stereotipi di genere.

Le dichiarazioni di Santori

Per questo motivo, attraverso tale interrogazione, si vuole lanciare un duplice appello. «Il primo è rivolto all'amministrazione comunale, affinché non continui con questa vergogna di indottrinare i bambini, soprattutto quelli più piccoli, su questi temi. Il secondo è rivolto ai genitori, perché siano edotti sulla questione del consenso informato e dunque pronti a segnalarci eventuali situazioni di interventi di indottrinamento gender nelle scuole, così da poter ergere una barriera a questo tipo di attività, in special modo negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia». Insomma, come sostiene Santori, l'auspicio è che la si finisca «con questa ossessione ideologica, perché i bambini devono poter crescere serenamente, scoprire il mondo con naturalezza, senza che la politica pretenda di anticipare una discussione su temi così delicati. E per fortuna, grazie al ministro Valditara, oggi è realtà una legge sul consenso informato» che obbliga le scuole a «informare i genitori, che devono sapere i contenuti delle varie attività e devono poter scegliere se far partecipare i propri figli. I bambini non sono cavie culturali per le battaglie del Campidoglio. Il rispetto si insegna. L'ideologia non si impone e per i figli dei romani decidono le famiglie, non il Partito Democratico!».

 

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