Ha ritirato sua figlia dal nido comunale e ha deciso di raccontare tutto in un video. Francesco Perboni, papà bolognese, da sempre vicino ai nostri temi e alle attività della nostra associazione, ha denunciato la lettura di libri sulle famiglie arcobaleno a bambini sotto i tre anni, senza che i genitori ne fossero informati. Quando, con altri genitori, ha chiesto di togliere quei libri, si è sentito rispondere che «si comincia a gettare i "semini" fin dalla prima infanzia», che l'educazione è anche politica e che non erano previste alternative.
Perboni, tramite i social di Pro Vita & Famiglia, ha denunciato tutto e in pochi giorni il caso è diventato nazionale ed è stato ripreso, tra gli altri, dal vicepremier Matteo Salvini, dall’europarlamentare Stefano Cavedagna, dal deputato e capogruppo di FdI Galeazzo Bignami - che ha annunciato che porterà il caso in ogni sede politica e istituzionale fino in Procura per fare luce sull’accaduto e sulle responsabilità - e dal capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Bologna Matteo Di Benedetto. Anche quest’ultimo ha annunciato di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Bologna e agli uffici competenti. Ad oggi il Comune ha replicato contestando la sua ricostruzione ma, secondo quanto ci risulta, alcuni nidi starebbero catalogando i libri delle loro biblioteche. È gravissimo! Abbiamo chiesto direttamente a Perboni di fare ulteriore chiarezza e di spiegarci a che punto è la vicenda.
Francesco, sono passati alcuni giorni dalla tua denuncia. Com'è la situazione adesso?
«La politica si è mossa con decisione e di questo sono grato. Ora vedremo se alla grande eco della mia testimonianza seguiranno i fatti e se verranno fuori i titoli di questi libri a tema Lgbtq+. Le famiglie dei bambini hanno il diritto di sapere. Proprio qualche giorno fa alcuni consiglieri comunali della maggioranza hanno rivendicato la presenza di questi testi su gender e famiglie arcobaleno negli asili, sostenendo che sia giusto così. Anche i sindacati affermano "giù le mani dai libri". Penso sia fondamentale che invece noi rispondiamo con forza: "giù le mani dai nostri figli"».
C'è chi ti ha accusato di aver dichiarato il falso. Cosa rispondi?
«Il Comune ha risposto con un comunicato della dott.ssa Giordano che ha affermato alcune falsità: non è vero che ci hanno detto che l'educazione è apolitica e non è vero che ci hanno offerto delle alternative. Nello stesso comunicato ammettono loro stessi due cose: la prima, che i libri vengono letti prima della riunione in cui vengono presentati; la seconda, che ritengono che non ci sia alcun problema se c'è discrepanza e opposizione tra quello che insegna la maestra a scuola e quello che viene insegnato a casa. Sostenere questo per bambini di due anni mi pare semplicemente assurdo e antiscientifico».
Risulta che in questi giorni alcuni nidi stiano catalogando i libri presenti nelle loro biblioteche. Come leggi questa iniziativa? Secondo te è un segnale di trasparenza verso le famiglie o, semmai, il timore che emerga qualcosa, o altro ancora?
«Spero proprio che si facciano davvero queste ispezioni e che si sappia la verità. Il timore che vengano fuori le cose semmai lo avranno loro. Come ho detto, i genitori devono sapere: ci sono troppe famiglie anche di stranieri che non hanno idea di quello che avviene nelle classi di bambini così piccoli. Se una famiglia non condivide certe impostazioni "politiche e culturali" deve vedere rispettato e difeso il diritto di primato educativo sui propri figli. Aggiungo che questi temi così controversi andrebbero lasciati fuori dall'educazione della prima infanzia. Si insegni il rispetto generico per tutti e basta. Se le ispezioni avverranno, sono certo che emergerà molto di più perché le stesse pedagogiste mi hanno confermato che di titoli come questi ce ne sono molti altri».