È stata molto bella e istruttiva la testimonianza data dal magistrato Giacomo Rocchi alle Tavole di Assisi del settembre scorso e gli sono molto grato per averla condivisa con i Lettori di PVF News, sul numero di novembre. Testimoniare pubblicamente la propria fede e con coerenza difendere i principi non negoziabili (diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, diritti della famiglia naturale e diritti parentali) non è così scontato, non solo per un magistrato, ma per ognuno di noi.
Al lavoro, con gli amici e persino in famiglia si rischia spesso di finire additati con gli epiteti più vari, a volte irripetibili. La fede però aiuta. La frequenza assidua dei Sacramenti dà una forza e una pace interiore che serve a “sopportare pazientemente le persone moleste”, a mantenere un sorriso disarmante dove altri cercano lo scontro, a trovare le parole adatte per ragionare insieme a chi è confuso o la pensa diversamente da noi.
Ovviamente, capita anche di sbagliare o di litigare, ma comunque abbiamo il dovere di spargere semi di verità, di adoperarci per il bene comune. L’alternativa è starsene chiusi nel proprio mondo, essere benpensanti, ma non farlo vedere troppo in giro. È vero che a volte un po’ di prudenza è necessaria, ma ricordiamoci sempre che «perché il male trionfi è sufficiente che i buoni non facciano nulla».
Coraggio, quindi. Resteremo sorpresi nel vedere che in fondo la maggioranza della gente comune è ragionevole: basta aiutarla a ragionare!
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