14/11/2023

Proposta di legge su suicidio assistito in Veneto. Zelger: «Poco approfondimento e approccio ideologico»

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Alberto Zelger, già consigliere comunale del Comune di Verona, in merito allo svolgimento delle audizioni, in Regione Veneto, sullla proposta di legge di iniziativa popolare sul suicidio assistito.




«Apprendiamo dalla stampa che il Consiglio regionale sembra voler arrivare in aula nell’arco di poche settimane, sorvolando sui possibili vizi di incostituzionalità e lasciando poco tempo ai consiglieri per approfondire la questione con l’esame di dossier e l’ascolto di tutti gli stakeholder.

Siamo sconcertati dal fatto che possano bastare poche riunioni della Commissione Sanità per arrivare a una decisione in materia così delicata, che tocca la sensibilità di tante famiglie, senza permettere ai consiglieri, per il breve lasso temporale tra una riunione e l’altra, di farsi un’opinione equilibrata confrontandosi con le realtà del territorio.

Notiamo inoltre la mancanza di approfondimento attraverso studi scientifici, che certo non mancano nella letteratura e che avrebbero dovuto essere forniti ai consiglieri, dando loro la possibilità di proporne altri.

Leggiamo che la Commissione ha approvato delle linee guida per l’audizione di esperti, in cui si legge che si vuole “mantenere un certo equilibrio nei soggetti auditi”, mentre apprendiamo che sarà invitato in Commissione anche il signor Stefano Gheller, la cui presenza, in aggiunta ai 3 rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni, appare solo un tentativo di condizionare i membri della Commissione.

Per questo esprimiamo il nostro sdegno, accompagnato dalla richiesta di ulteriori approfondimenti attraverso l’ascolto di malati – anche in collegamento remoto – che hanno optato per la vita; di associazioni familiari, che si fanno carico di disabili e malati terminali; di operatori sanitari che assistono i ricoverati nelle RSA e negli Hospice; di volontari, che suppliscono con generosità alle carenze delle istituzioni sanitarie; dei caregivers familiari; dei religiosi, che sostengono tanti malati terminali nelle loro sofferenze»

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