26/09/2025 di Redazione

Pro Vita & Famiglia di nuovo in campo per le elezioni regionali 2025

In Italia i prossimi giorni - e settimane - saranno cruciali dal punto di vista politico ed elettorale, quantomeno a livello regionale. E lo saranno anche e soprattutto per i temi valoriali. Alcune Regioni, infatti, sono chiamate alle urne e come già per le elezioni europee, politiche e amministrative, Pro Vita & Famiglia si è attivata per proporre ai vari candidati di sottoscrivere il proprio Manifesto valoriale.

Stiamo parlando delle Marche (si voterà il 28 e 29 settembre), della Valle d’Aosta (al voto solo il 28 settembre); della Calabria (alle urne il 5 e 6 ottobre) e della Toscana (si vota il 12 e 13 ottobre), mentre le ultime saranno Campania, Puglia e Veneto, che chiameranno a votare i loro cittadini nello stesso week-end elettorale, quello del 23 e 24 novembre 2025.

In tutti i casi i seggi resteranno aperti la domenica dalle ore 7 alle 23 e il lunedì dalle 7 ore alle 15, tranne in Valle d’Aosta dove si voterà in un unico giorno. Detto questo, va da sé che nessuna di queste - come di altre - elezioni sia davvero e solo regionale, dato che ogni chiamata dei cittadini alle urne costituisce – anche per la politica nazionale – un test.

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Un importante test elettorale

Ogni tornata elettorale costituisce anche l’occasione per premiare o meno alleanze, coalizioni e candidati che, sui valori fondamentali della vita, della famiglia e della libertà educativa, si assumono determinati impegni. In particolare, poi, questa tornata elettorale regionale richiama - ancora più che in passato - proprio i valori non negoziabili in campo, se pensiamo - ahinoi - alle vergognose fughe in avanti che alcune Regioni, negli ultimi mesi, hanno fatto proprio su alcuni temi valoriali. Pensiamo infatti alla Toscana (che andrà al voto ad ottobre) e alla Sardegna che hanno indebitamente legiferato sul fine vita, aprendo al suicidio medicalmente assistito. Oppure sempre la Toscana, ma anche altre realtà come l’Emilia-Romagna, che hanno proseguito la strada - tracciata fin dal 2020 dall’allora ministro Speranza - per liberalizzare il più possibile l’aborto fai-da-te con la procedura farmacologica a domicilio, quasi fosse l’assunzione di un’aspirina. O ancora quanto successo - e torniamo in Toscana - con lo scandalo che ha colpito l’Ospedale Careggi di Firenze, nel quale sono state accertate inadempienze nei processi (obbligatori) del trattamento psicologico e psichiatrico dei minori prima di somministrare loro il farmaco bloccante la pubertà della Triptorelina. Altri casi, invece, hanno rappresentato fulgidi esempi di tutela della vita, come le politiche per le famiglie e per la natalità messe in campo dalla Regione Piemonte o il blocco del disegno di legge sul fine vita arrivato invece nella Regione Veneto pochi mesi fa.

Insomma, ci sono tutte le carte in regola perché queste elezioni siano importantissime proprio per i temi valoriali e proprio per questo - come del resto succede da anni - Pro Vita & Famiglia in occasione delle ricorrenze elettorali sottopone i propri valori ai candidati, proponendo loro la sottoscrizione di un Manifesto Valoriale.

I punti del manifesto di Pro Vita & Famiglia

Il fatto che decine di candidati abbiano già sottoscritto - e lo stanno ancora facendo - il manifesto di Pro Vita & Famiglia rappresenta da un lato una confortante conferma di quanto la onlus sia oggi ormai ascoltata lungo la penisola – anche nel mondo delle istituzioni -, dall’altro accresce la possibilità, per chi abbia a cuore determinati valori, di incidere sulla scena politica del nostro Paese, non solo fermando certe derive ideologiche ma anche portando avanti proposte concrete che vadano nella direzione opposta. Il Manifesto elettorale, infatti, impegna i firmatari, se eletti, a svolgere le loro funzioni in accordo con i valori dell’associazione su sei fronti: la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale; il sostegno e il rafforzamento delle politiche per la famiglia; il contrasto all’utero in affitto; la promozione della libertà educativa dei genitori; lo stop a finanziamenti pubblici a iniziative che portano avanti l’ideologia gender e Lgbtqia+; il contrasto all’iper-sessualizzazione e all’iper-digitalizzazione dei minori.

 

 

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