19/05/2026

Amministrative 2026. Imola: intervista al candidato sindaco Nicolas Vacchi

Nicolas Vacchi, 32 anni, avvocato, è candidato sindaco a Imola, per la coalizione di centrodestra, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Democrazia Cristiana Civici. Svolge la professione di avvocato in materie di diritto civile e penale ed è cultore presso la Scuola di Giurisprudenza di Istituzioni di Diritto Romano presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Impegnato in politica sin dal 2013, Consigliere comunale a Imola dal 2016, vicepresidente del consiglio comunale di Imola dal 2020 dove ha rivestito anche il ruolo di capogruppo per Fratelli d'Italia sino al gennaio 2025, poi Consigliere della città metropolitana di Bologna nell'aprile del 2024, dove diventa capogruppo a dicembre 2024. È vicecoordinatore provinciale di Fratelli d'Italia e coordinatore dei comuni del Circondario Imolese.

 

Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?

«Quando decisi di candidarmi per la prima volta avevo meno di vent’anni, per il mio Comune di Imola. L’intento era quello di mettermi al servizio della Comunità, perseguendo il Bene Comune, inteso - come ci insegna la Dottrina della Chiesa – come l'insieme di quelle condizioni di vita sociale “che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente”. Ritenevo giusto dare il mio contributo, all’epoca da giovane studente di Giurisprudenza dopo oltre un decennio oggi da Avvocato, ma sempre da Cattolico, ad ogni aspetto del vivere sociale e politico, tutelando quei valori Cattolici a cui sono stato educato e combattendo quella che il Sommo Pontefice Benedetto XVI aveva definito “dittatura del relativismo”, che rischia di insinuarsi nella società, ad ogni livello dal più piccolo degli Enti locali ai grandi Parlamenti. Credevo e credo che chi si impegna nell’amministrazione della Cosa Pubblica e si definisca cattolico debba portare avanti i propri valori, per diffondere con le parole e per difendere con gli atti i beni più preziosi a fondamento della comunità: la famiglia, la vita dall’inizio alla fine naturale della stessa e un’educazione ordinata delle giovani generazioni».

L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?

«Il Comune non è impotente di fronte al declino demografico, ma può e deve attivare leve strategiche, fiscali e di welfare sussidiario. Nella mia esperienza consiliare ho sempre lottato per l'allocazione di risorse aggiuntive nei bilanci a favore della natalità. Da Sindaco, attuerò un piano straordinario basato su bonus Nuovi Nati comunale e tariffe agevolate: Rimodulazione dei costi dei servizi a domanda individuale (asili nido, mense) introducendo il principio del "Fattore Famiglia" comunale, la creazione di uno Sportello Famiglia e sostegno alla maternità, creazione di un punto di orientamento per i neo-genitori e potenziamento della collaborazione con i Centri di Aiuto alla Vita (CAV) e il terzo settore, alternative concrete all'aborto: garantiremo, nel pieno rispetto delle competenze comunali, della libertà delle persone e in attuazione piena della legge, che nessuna donna a Imola si trovi costretta a rinunciare a una gravidanza per ragioni di solitudine o difficoltà economica. Il Comune sosterrà progetti di aiuto materiale e psicologico per rimuovere le cause economiche e sociali dell'interruzione di gravidanza».

Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?

«Assolutamente sì, è un impegno solenne. La tutela della vita per noi non ha sfumature e va difesa fino alla sua fine naturale. Come ho già ribadito fermamente in passato, contrastiamo fermamente i tentativi ideologici delle sinistre regionali di legiferare in modo surrettizio su materie delicate come il "fine vita". A livello comunale, utilizzerò tutte le prerogative del Sindaco all'interno della Conferenza Socio-Sanitaria Territoriale per potenziare l'assistenza domiciliare integrata (ADI): per consentire ad anziani e malati cronici o terminali di rimanere nel proprio contesto familiare;  sostenere la rete delle cure palliative e degli Hospice: Sviluppando sinergie con l'AUSL di Imola e le eccellenze del terzo settore per garantire dignità totale ai pazienti nelle fasi più difficili della malattia; incrementare l'affido familiare: sensibilizzare e sostenere le famiglie affidatarie per dare accoglienza ai minori e ai soggetti più fragili».

In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?

«La famiglia è la cellula fondamentale della società perché è il primo luogo di solidarietà, di educazione e di ammortizzatore sociale. Se crolla la famiglia, crolla lo Stato. Per questo le risorse pubbliche non vanno distribuite a pioggia o per assecondare "capricci ideologici" ma devono sostenere i nuclei reali. La misura concreta che presenterò sarà l'introduzione del "Quoziente Imola", un sistema di welfare e fiscalità locale (applicazione di tasse comunali, IMU, addizionale IRPEF e tariffe dei servizi) fortemente progressivo e parametrato sui carichi familiari. Questa misura darà priorità e sconti significativi ai nuclei numerosi, alle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano (legando i contributi sociali alla disponibilità al lavoro) e, con canali preferenziali e maggiorazioni, ai nuclei che assistono in casa un anziano o un componente con disabilità, riconoscendo il valore immenso del lavoro dei caregiver».

Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?

«La mia posizione su questo punto è storica e trasparente. Negli anni ho esercitato una vigilanza politica severissima sui Pride imolesi (si pensi ai casi particolari del 2018 e del 2024), denunciando per primo gli eccessi, i linguaggi volgari e le offese ai valori tradizionali e cattolici che spesso hanno caratterizzato quelle manifestazioni. Da Sindaco di Imola, la linea dell'Amministrazione cambierà radicalmente: nessun patrocinio né finanziamento pubblico a manifestazioni o associazioni che promuovono istanze aberranti come l'utero in affitto (una pratica disumana che riduce la vita a merce), il matrimonio egualitario o la transizione di genere per i minori; stop alla Carriera Alias nelle scuole comunali, vigilando affinché le teorie del gender non entrino nei percorsi educativi dei nostri istituti. Difesa della libertà educativa dei genitori, per questo istituiremo l'obbligo del consenso informato preventivo per qualsiasi progetto formativo scolastico extracurricolare. L'educazione dei figli appartiene alle famiglie, e il Comune tutelerà questo diritto contro ogni, anche solo possibile, colonizzazione ideologica».

 

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