Lorenzo Galligani, classe 1988, avvocato, è candidato al consiglio comunale di Pistoia con Fratelli d’Italia. Militante politico fin dai tempi di Alleanza Nazionale, dal 2017 è Consigliere Comunale del Comune di Pistoia, Capogruppo di Fratelli d’Italia, Vicepresidente della Commissione Urbanistica, Membro della Commissione Bilancio, Membro per l’Italia del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Mi sono impegnato in politica perché ho visto quanto una società senza valori si disgreghi. Cresciuto in una famiglia tradizionale, con un babbo e una mamma presenti e uniti, ho capito che la stabilità familiare è il primo welfare. Il mio impegno politico a destra nasce quando da bambino mio padre mi portò a vedere la foiba di Basovizza: rimasi profondamente scosso di fronte alla testimonianza dell’orrore comunista. Nella destra sociale ho trovato la mia maturità politica: idea, non ideologia che mette al centro la persona e la comunità. Credo in una giustizia sociale non marxista: non lotta di classe né egualitarismo forzato ma solidarietà concreta, sussidiarietà, responsabilità personale e aiuto alla famiglia naturale. Significa difendere il lavoro, sostenere le famiglie, aiutare i più deboli senza creare dipendenza dallo Stato valorizzando comunità e corpi intermedi. Questi stessi valori - comunità, responsabilità e Patria – guidano ogni mio giorno, privato e pubblico».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«La situazione demografica è drammatica: ogni anno perdiamo popolazione e con essa svanisce il nostro futuro. Il problema va affrontato da più punti di vista: in primo luogo, si parte dalla casa, senza casa non c’è famiglia. In questi nove anni abbiamo risanato completamente la SPES, la società che gestisce le case popolari in provincia di Pistoia che ci era stata lasciata (dalle stesse sinistre che si riempiono la bocca con la parola “sociale”) in situazione di totale dissesto ed abbiamo ristrutturato o costruito decine di appartamenti che adesso ospitano famiglie pistoiesi. Dobbiamo continuare in questa direzione con particolare attenzione verso le giovani famiglie e coppie. In secondo luogo bisogna renderci conto che la battaglia è culturale: le sinistre hanno costruito una narrazione che identifica la famiglia come luogo tetro di oppressione e malessere; come Consigliere Comunale e militante politico sarà mia cura sostenere, diffondere e proteggere le iniziative culturali che contrasteranno con gli strumenti della cultura questa narrazione distruttiva e nichilista. Sul piano delle alternative all’aborto ritengo essenziale rafforzare e sostenere le reti di aiuto concrete: aiuti economici, psicologici e logistici per le donne in difficoltà, in collaborazione con associazioni del territorio e case di accoglienza».
Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Se eletto, lavorerò perché il Comune diventi un alleato concreto delle famiglie che assistono malati, anziani fragili e persone in fine vita. Le cure palliative, gli Hospice e l’assistenza domiciliare non sono solo servizi sanitari: sono un dovere di civiltà. Un’amministrazione comunale può fare molto: sostenere economicamente e logisticamente i servizi di assistenza domiciliare integrata, promuovere convenzioni con le numerose realtà del terzo settore già presenti sul territorio, facilitare la formazione dei caregiver familiari e creare sportelli di ascolto e orientamento per chi si trova in queste situazioni».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico?
«La famiglia è la cellula fondamentale della società perché è il luogo naturale dove si impara l’amore, la cura reciproca e la responsabilità. È lì che nascono i figli, si assistono gli anziani e i disabili, si trasmettono i valori. Senza famiglie forti, la società si indebolisce e lo Stato deve sostituirsi con costi maggiori e minor calore umano. Una misura concreta che presenterò in Consiglio comunale è l’introduzione di una riduzione IMU fino al 50% sull’abitazione principale per le famiglie numerose (con almeno tre figli a carico) e per quelle con disabili o anziani non autosufficienti nel nucleo familiare, residenti nel Comune. Questa agevolazione, già sperimentata con successo in diversi Comuni italiani, riconosce il grande contributo sociale di chi fa figli e di chi si prende cura dei propri cari in casa».
Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?
«Sì, sono a conoscenza di queste istanze portate da alcune associazioni LGBTQI+ e trans- femministe: utero in affitto, carriera alias, matrimonio egualitario e transizione di genere anche per minori. Mi sembrano manifestazioni della stessa deriva nichilista cui facevo riferimento nella seconda risposta. Ritengo che l’utero in affitto sia una forma di sfruttamento del corpo femminile, che la transizione sui minori sia un grave errore medico ed etico (i minori non possono dare consenso informato su scelte irreversibili) e che a scuola, unico vero ascensore sociale, si debbano studiare le materie invece di fare propaganda ideologica o perdere tempo. Come amministratore comunale mi impegnerò a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare i finanziamenti pubblici a iniziative che promuovano queste ideologie, soprattutto nelle scuole».