Luigi Corò, classe 1964, presidente del Comitato Marco Polo (CMP) a difesa del cittadino, noto per le battaglie contro il degrado urbano a Venezia e Mestre, è il candidato sindaco per la lista civica “Futuro per Venezia-Mestre”. Già assessore a Mirano e consigliere comunale ANCI. Corò è l’unico candidato alla carica di Sindaco a Venezia che ha dato riscontro alla richiesta di Pro Vita & Famiglia - inoltrata a tutti i candidati - di sottoscrivere il Manifesto valoriale dell’associazione.
Perché ha deciso di impegnarsi in politica, quali sono i valori fondamentali che la animano e ispirano sia nella vita privata che in quella politica?
«Ho deciso di reimpegnarmi in politica, per cercare di dare speranza a una città che per palese incapacità amministrativa sta annichilendosi. Negli ultimi 20 anni si sono alternate maggioranze di destra e di sinistra, senza apportare un beneficio per la città».
L’Italia sta affrontando un drammatico declino demografico. Quali strumenti ha a disposizione un Comune e quali proposte concrete sosterrà per agevolare la natalità anche garantendo alternative all’aborto?
«Se il fenomeno della denatalità in Italia è pesante, a Venezia lo è ancor di più, anche a causa dell’emigrazione dei nostri giovani per carenza di lavoro e difficoltà abitative. In questo senso il Comune può fare molto, adottando politiche mirate ad ottenere alloggi soprattutto per le coppie giovani, ma anche risollevare le sorti del polo industriale, attraendo industrie ad alta tecnologia che possano assumere personale altamente specializzato in loco. Una delle battaglie che mi ha visto in prima linea, come promotore e come firmatario, è proprio la proposta di legge di iniziativa regionale per il dovere e diritto della donna a essere informata sulle alternative all’aborto. Se sarò eletto sindaco va da sé che i servizi sociali avranno l'incarico di informare le donne su ogni possibile alternativa all'aborto».
Se eletto, si impegna - laddove possibile per un Comune - a incentivare l’assistenza a malati e fragili e dunque anche alle cure palliative, agli Hospice e all'assistenza domiciliare per anziani, fragili e malati?
«Da cattolico sarà mio dovere incentivare l'assistenza a malati e fragili, comprese le cure palliative, non certo però le proposte di fine vita».
In che senso, secondo lei, la famiglia è la cellula fondamentale della società? Ci fa l’esempio di una misura sociale e fiscale concreta che presenterà in Consiglio comunale per agevolare le famiglie, in particolare se numerose e/o con disabili o anziani a carico
«Sono fermamente convinto che la famiglia sia la cellula fondamentale di una società, e dalla "salute" di questa prima dipendano le sorti della società stessa. Il mio obiettivo sarà di mettere a disposizione tutto il patrimonio pubblico possibile per degli alloggi. A favore della famiglia il nostro obiettivo è attuare politiche che riducano gli oneri a carico delle famiglie numerose e approvare contributi con l'erogazione di sostegni economici per le famiglie in difficoltà».
Sapeva che le associazioni LGBTQUIA+ o “trans-femministe” si fanno promotrici di istanze aberranti quali utero in affitto, carriera alias nelle scuole, matrimonio egualitario, transizione di genere anche per minori? In alcuni Comuni, addirittura, avvalendosi del patrocinio e quindi di finanziamenti proprio da parte della politica. Che ne pensa? È pronto a difendere la libertà educativa dei genitori e a contrastare ogni tipo di propaganda LGBTQUIA+?
«Non è mia intenzione appoggiare e sostenere in nessun modo politiche a favore delle associazioni LGBT+ e mi impegno quindi a contrastare ogni loro azione».