30/07/2020 di Redazione

Pro Vita & Famiglia Calabria: «Grati a Klaus Davi, i calabresi non sono omofobi»

Siamo grati a Klaus Davi per le sue recenti parole di verità espresse sui periodici “Stop” e “Donna Top” nei quali ha dichiarato che «Per quanto riguarda la mia stretta esperienza personale, in Calabria l’omofobia non esiste assolutamente».

Sono anni che cerchiamo di combattere il vero stereotipo che resiste, ovvero quello che dipinge i calabresi e gli italiani come dei bifolchi arrecando un grave danno d’immagine all’intera collettività ed avallando una tesi razzista ma al contrario. Tesi “lombrosiane” ed offensive che trovano smentita non solo nell’esperienza personale del noto massmediologo, ma anche nei numeri del dell’Oscad (ente del Ministero degli Interni che monitora le discriminazioni) il quale rileva appena una quarantina di segnalazioni omofobiche all’anno.

Nonostante la realtà sopra descritta sia così evidente, tanto che il noto massmediologo ha aggiunto che «se pensiamo che il Sud ha già eletto due governatori gay, capiamo bene che i meridionali sono molto più avanti di come li vogliono descrivere», in Parlamento è in approdo il ddl Zan-Scalfarotto. Tale disegno di legge, sulla carta si propone di contrastare l’omofobia con pene fino a sei anni di carcere per far fronte ad un’urgenza che a quanto pare in Italia non esiste, di fatto, però, il ddl si pone come un pericoloso bavaglia per la libertà di espressione. Attraverso questa legge, infatti, si introduce nel sistema penale italiano un nuovo reato, quello di omofobia appunto, senza però definire in cosa consista, addirittura si potrebbe configurare come “odio” e “violenza” la critica a modelli sociali e a statuti antropologici come l’utero in affitto o l’adozione di bambini a coppie dello stesso sesso.

Notoriamente, al venir meno della certezza del diritto e della correlazione regola-sanzione, si apre la strada all’esercizio arbitrario delle “interpretazioni” e, quindi, delle sanzioni solo per i presunti “nemici” od “oppositori”. Tutto ciò rappresenta una dinamica storicamente utilizzata per insediare logiche di potere totalitario e dittatoriale, ed è per questo in tutta Italia, per contrastare il ddl Zan-Scalfarotto, continua la campagna #RestiamoLiberi.

 

Comunicato Stampa a cura del Circolo territoriale Pro Vita & Famiglia Calabria

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