21/01/2021 di Manuela Antonacci

Prime decisioni “storiche” di Biden. Nominata una trans sottosegretario alla Salute. Ecco chi è

“Una nomina storica” la stanno definendo i giornaloni di tutto il mondo, la notizia che ormai campeggia sulle pagine di certa stampa, come se si trattasse dell’evento del secolo. Stiamo parlando della freschissima nomina della nuova presidenza Biden, di Rachel Levine, pediatra transgender, a sottosegretario della Sanità, ovvero la prima persona transgender ad essere assegnata a un incarico federale dal Senato.

"Dr. Rachel Levine porterà la stabile leadership e l'ampia conoscenza di cui abbiamo bisogno per affrontare la pandemia, a prescindere dall’etnia, religione, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità", ha dichiarato Biden sottolineando che quella di Levine è "una scelta storica e profondamente qualificata per aiutare a guidare l'impegno sanitario della nostra amministrazione”.

Ci chiediamo, sinceramente, quanto sia il caso di esultare e di parlare, addirittura, di “scelta storica”, se una delle principali caratteristiche del dottor Levine messe in evidenza, è che si tratta di una persona con un orientamento diverso da quello eterosessuale. Viene da chiedersi, anche, cosa c’entrino l’orientamento sessuale, l’identità di genere, l’etnia, la religione, con la pandemia in corso, considerato che essa peraltro, colpisce, non in base all’identità di genere, al credo o alla razza, ma indiscriminatamente tutti. Non si parla invece, di misure sanitarie concrete, né di competenze speciali che caratterizzerebbero Levine e che potrebbero avere a che fare con la battaglia contro il covid.

Al momento, Levine è stato nominato, nel 2017, dal governatore Tom Wolf, segretario alla Sanità in Pennsylvania e affiancherà il ministro della Salute Xavier Becerra.

Tra l’esultanza generale, non è tardato ad arrivare il plauso di Mara Keisling, direttrice esecutiva, manco a dirlo, del Centro nazionale per l'uguaglianza transgender: "Il presidente eletto Biden ha detto durante la campagna elettorale che la sua amministrazione avrebbe rappresentato l'America", ha commentato al Washington Post, aggiungendo: "Oggi ha chiarito che le persone transgender sono una parte importante del nostro Paese".

Le ha fatto da eco la vicepresidente eletta Kamala Harris, già distintasi, in passato, per aver difeso il colosso abortista Planned Parenthood da ombre pesantissime, a partire dall’accusa della vendita di parti di bambini abortiti, in aperta e totale violazione di diverse leggi federali. Per la Harris,  Levine è "un notevole funzionario pubblico con la conoscenza e l'esperienza necessaria per aiutarci a contenere questa pandemia, e proteggere e migliorare la salute e il benessere del popolo americano".

 Insomma, tutti contenti e a noi non resta che constatare come, già da questo incipit, si intravede che tipo di linea etico- antropologica, seguirà l’Amministrazione Biden.

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