19/07/2016

Planned Parenthood: aborti coatti e PokemonGo

Planned Parenthood, la grande multinazionale dell’aborto,  si è presa un’infinità di denunce. Non solo per la vendita dei bambini abortiti.

Ha fornito aborti illegali, fuori termine, senza rispettare standard igienico – sanitari accettabili, e anche – in diversi casi –  contro la volontà della donna interessata: ma di fronte al profitto, tutto è lecito.

C’è stato il caso di Ayanna Byer , che inizialmente aveva chiesto un farmaco per abortire. Quando le hanno detto che la gravidanza era troppo avanzata e serviva un aborto chirurgico, la donna ci ha ripensato, anche perché non le hanno dato neanche un anestetico. Invece l’ abortista ha rifiutato di fermarsi: la Byer ha sofferto  un dolore inenarrabile e poi ha dovuto recarsi in ospedale per  un intervento chirurgico d’urgenza, dato che non era stato eseguito bene il raschiamento. Un caso analogo è accaduto all’inizio di quest’anno. Un altro, è testimoniato da Nancy Tanner, che ha subito forti pressioni per abortire, e ha anche asserito che la Planned Parenthood le ha estorto il consenso alla “donazione” del feto per la ricerca (sul quale invece l’organizzazione faceva bei soldi)

Un’ infermiera di Planned Parenthood ha visto con i suoi occhi una ragazza di 17 anni  fisicamente trascinata nella sala operatoria: episodi come questi sono stati raccolti anche in un libro (Bad Choices: A Look inside Planned Parenthoodscritto da  Douglas R. Scott) in circolazione già negli anni ’90, ma che ovviamente nessuno conosce.

Del resto il business è il business e la Planned Parenthood mette il profitto innanzi a tutto.

Fa abortire ragazzine minorenni senza il consenso dei genitori, e senza scrupoli le rimette in mano al probabile pedofilo violentatore senza troppe domande,  anche se sono straniere e verosimilmente vittime della tratta.

Planned Parenthood del resto si è opposta all’approvazione della legge che criminalizza l’aborto coatto. E continua, grazie ad Obama, ad essere finanziata dai contribuenti americani.

Planned Parenthood inoltre fornisce a piene mani la contraccezione: perché sa bene che i metodi contraccettivi sono quanto mai fallaci. Le persone sentendosi protette – secondo il noto effetto di compensazione che vale per esempio anche per le cinture di sicurezza rispetto agli incidenti stradali – moltiplicano i comportamenti a rischio, i rapporti sessuali promiscui e sconsiderati, e quindi si moltiplicano le gravidanze indesiderate (come dimostrano i dati: dove è più diffusa l’educazione sessuale e alla contraccezione è più diffuso l’aborto – e l’AIDS): alias più profitti per la grande impresa mortifera.

Coerentemente, perciò, appena è divenuta dilagante la mania (anche pericolosa) del gioco PokemonGo, una clinica Planned Parenthood ha proposto un “Pokemon-preservativo” (ricevendo il plauso degli illuminati, ovviamente), con l’hashtag #CatchEmAll, cioè “acchiappali tutti (sott. gli spermatozoi)“. Le statistiche dicono che almeno nel 15% dei casi il preservativo non funziona? Non c’è problema. Una clinica Planned Parenthood è lì dietro l’angolo pronta a far abortire la malcapitata incinta, volente o nolente.

Redazione

 

 

 

Fonti: LifeSiteNews ; LiveAction

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