17/10/2021 di Manuela Antonacci

Piacenza. Al liceo bagni aperti a tutti, diventano “gender free”

Da un po’ di tempo, in nome dell’inclusività, in alcune scuole italiane si stanno promuovendo iniziative e facendo passare provvedimenti orientati alla fluidità di genere: dalla carriera alias, una sorta di “identità provvisoria” che permette agli studenti di usufruire di un’identità momentanea che rispecchi il genere “d’elezione”, all’adozione di libri di narrativa, con personaggi dall’identità fluida, fino all’ultima trovata: quella dei bagni “gender free”.

Quest’ultima iniziativa è stata presentata dagli studenti di un liceo di Piacenza ed è stata realizzata già da alcuni mesi. Pare, dunque, che la parità di genere e l’inclusività passino anche per i servizi sanitari, se all’ingresso della toilette, in questione, non esistono più le distinzioni tra "maschio" e "femmina" o meglio, l’icona maschile e quella femminile ci sono sempre, ma, per non offendere nessuno (non si capisce in che modo...) accanto è stato piazzato un cartello creato dagli studenti stessi che fa riferimento al concetto di inclusione anche per chi non si sente né maschio, né femmina.

Ci sembra, piuttosto, il solito martellamento ideologico ossessivo che deve ricordare in ogni occasione e luogo come la si debba pensare per non rischiare di apparire intolleranti.

Ci si chiede, in tutto questo, dove siano i genitori e se siano davvero tutti d’accordo sul tenore di iniziative dall’impronta così fortemente ideologica o se persino le mamme e i papà hanno paura di parlare per non apparire antiquati o, peggio, intolleranti.  Che dire? Tutti contenti mentre la scuola si piega al dogma LGBT?

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