11/02/2021 di Manuela Antonacci

Per la sinistra Lgbt la priorità è chiedere a Draghi di approvare il ddl Zan

La questione della legge sull’omotransfobia, sembrava destinata a cadere nel dimenticatoio, di fronte a problemi seri, come l’emergenza sanitaria e soprattutto la crisi di governo.

Ma era stata riportata in auge da un tweet di Luxuria che il 3 febbraio, con estremo cordoglio, cinguettava dal suo account “Con #Draghi che destino avrà la legge contro la #omobitransfobia? Il professor Draghi non si è mai espresso su queste tematiche e temo che l’emergenza economica e sanitaria (unita alla ricerca di sostegno di partiti tra i più vari) sacrificherà un disegno di legge importante”.

 E già, probabilmente il tangibile dispiacere di Luxuria derivava dalla consapevolezza che le emergenze, per il nostro Paese, fossero ben altre! Ma, nonostante ciò, non si è esitato ad approfittare anche della crisi e della formazione del nuovo governo, nel pieno di una pandemia e con tante classi lavorative che attendono ancora disperatamente un soccorso più concreto dal governo, per rimettere sul tavolo la questione.

Infatti, nel primo incontro tra il Partito Democratico e Mario Draghi, la delegazione si è presentata con il documento programmatico di 18 pagine, all’interno delle quali, anche un esplicito invito a far approvare nel più breve tempo possibile il DDL Zan: Il contributo del PD non può dimenticare i diritti civili, nel loro intreccio indissolubile con i diritti sociali. Per questo auspichiamo la rapida approvazione della “legge Zan” contro omolesbobitransfobia, misoginia e abilismo. Alla Camera è stato fatto un lavoro paziente e approfondito, che ha portato all’approvazione di un testo equilibrato e efficace, su una legge di iniziativa parlamentare, che ora attende di essere approvata in via definitiva al Senato.

Soddisfazione da parte del primo firmatario del ddl che così si esprime dal suo account di twitter: “Molto positivo il documento consegnato dal @pdnetwork a #Draghi nel solco del pieno europeismo, ponendo come punto anche l’approvazione definitiva al Senato della legge contro #omotransfobia, misoginia e abilismo. Nessun passo indietro sulla vita e sulla dignità delle persone Il Governo non è ancora nato ma anche se la Lega e Forza Italia dovessero tirarsi indietro in merito all’approvazione del DDL Zan, basterà che l’alleanza tra i Dem, i 5Stelle e Liberi e Uguali voti compatta e non ci saranno sgradite sorprese.”

Non si capisce bene, però, perché, secondo Zan, l’Italia si porrebbe nel solco dell’europeismo semplicemente con l’eventuale approvazione del nefasto ddl e non piuttosto con gli aiuti concreti alle famiglie e alle imprese, in una condizione di crisi senza precedenti.

Invece, purtroppo, l’ipotesi dell’approvazione, in tempi rapidi, del ddl è reale e concreta, ma ancora una volta, la nuova formazione di governo dimostrerebbe quanto abbia realmente a cuore le forze trainanti del nostro Paese: la famiglia e i lavoratori.

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