08/11/2019

“Original play”, sui bambini non si gioca

La fondazione internazionale “Original play”, «realizzata per veicolare, tramite seminari, workshop, conferenze ed eventi vari le scoperte pedagogiche di Fred Donaldson», sta promuovendo un gioco, ormai già diffuso in Germania ed Austria, che porta il nome stesso della fondazione.

Le finalità educative dell’attività proposta ai bambini sarebbero: «rafforzamento dell’autostima, riduzione dell’ansia e dello stress, maggiore capacità motoria, riduzione dei comportamenti aggressivi». In poche parole, il gioco consiste in lotta libera tra bambini ed educatori adulti, un corpo a corpo simile a quello delle lotte giocose fra animali.

Peccato che, da come ci informa La Nuova Bussola Quotidiana, sull’attività ludica in essere gravino pesanti accuse, specialmente da parte dei genitori tedeschi, in seguito ad una serie di eventi a dir poco scandalosi che si sono verificati proprio nel corso di questo “gioco”.

Come racconta l’articolo, ben due bambine avrebbero confessato d’essere state abusate e di avvertire ancora dolore nelle parti intime, «un papà ha testimoniato che il proprio figlio di 5 anni è stato vittima di umiliazioni, violenza, sadismo», ricondotti all’attività, e altri bambini ancora avrebbero riportato «ferite, dolore nelle parti intime e addirittura un braccio rotto».

Insomma, sembra che questo contatto fisico non stia affatto provocando i benefici che prometteva e che, anzi, si stia rivelando luogo di abusi, ferite ed umiliazioni. Il rapporto fra i bambini ed il proprio corpo o quello altrui è decisamente un tema delicato e che, se mal affrontato, può condizionare in modo fortemente negativo tutta la loro crescita, specialmente in un’epoca in cui i bambini vengono troppo precocemente introdotti a tematiche di carattere sessuale, spesso svincolate da ogni forma di rispetto e responsabilità.

Tutto ciò, non può che provocar loro danni. «Se si può ritenere un’evidenza scientifica che il gioco della “lotta” del bambino con i propri genitori, o con i fratelli, abbia degli effetti benefici, a porre interrogativi è il fatto che questo gioco venga compiuto con persone adulte praticamente sconosciute. Secondo Wilfried Datler, ricercatore del Dipartimento dell’Educazione dell’Università Vienna, il gioco senza strutture e la lotta hanno una valenza positiva, se vissuti nel contesto familiare; ma se la stessa attività viene fatta con un adulto, estraneo a tale contesto, il messaggio che passa al bambino è che si può entrare in contatto intimo con persone pressoché sconosciute».

È sempre più urgente, pertanto, che le famiglie vigilino sulle attività proposte ai loro figli, in modo da accorgersi preventivamente di eventuali rischi a cui possono andare incontro.

di Luca Scalise                                                              

 

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