09/07/2019

Omotransnegatività in Emilia-Romagna: «Vittoria. Oggi sconfitti nuovamente!»

Questa mattina, nella sede della Regione Emilia Romagna, si sarebbe votata la proposta di legge Contro l’omotransnegatività e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Si tratta di una legge, come abbiamo spiegato, profondamente liberticida, in quanto impedisce a chiunque di opporsi all’ideologia gender, accusando di discriminazione chiunque affermi che non si possa essere maschi o femmine indipendentemente dal proprio sesso o che ogni bambino ha bisogno di un papà ed una mamma.

Finanziamenti ad associazioni Lgbt, progetti gender nelle scuole, presunte norme “antidiscriminatorie”, che in realtà discriminano chi la pensa diversamente, sono ciò che caratterizza gli articoli della proposta di legge (lo spieghiamo in un nostro articolo). È prevista nella legge inoltre la supervisione del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) per verificare se nella «programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale, nonché dei messaggi commerciali e pubblicitari» vi siano contenuti che non si conformino a tale legge. Insomma, la giornata di oggi si sarebbe rivelata un vero fallimento per la libertà di opinione in Emilia-Romagna, se non fosse stato per il fatto che la Legge Regionale contro l’omotransnegatività sia stata rinviata in Commissione.

Gli attivisti del circolo territoriale di Pro Vita & Famiglia Bologna e di Bologna per la vita erano lì, nella sede della Regione, con dei bavagli arcobaleno, a simboleggiare il potere della dittatura del pensiero unico contro la libertà e la priorità educativa dei genitori nei confronti dei figli.

Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia, però, non si sono fatti trovare impreparati. Da giorni attaccano la proposta di legge ritornata al testo base e oggi hanno invitato i referenti del territorio a fare “opposizione” tra gli spalti. Con tanto di successo: «Vittoria», gridano, «siamo riusciti un’altra volta a impedire che la lobby Lgbt mettesse il bavaglio alle opinioni in violazione del principio, costituzionalmente garantito, della libera manifestazione del proprio pensiero. Se ci riproveranno, noi ci rialzeremo in piedi».

Dichiara poi Matteo Di Benedetto referente di Pro Vita & Famiglia Bologna, raggiunto telefonicamente: «Oggi, 9 Luglio, abbiamo sconfitto nuovamente il progetto di legge contro la omotransnegatività in Emilia-Romagna. Questa legge è chiaramente liberticida e totalitaria. Ha lo scopo di indottrinare i bambini nelle scuole e tappare la bocca di chi vuole legittimamente portare avanti un pensiero diverso e indipendente. Faremo di tutto per continuare a fermare questa proposta dai tratti fortemente antidemocratici. Voglio ringraziare i consiglieri regionali del centrodestra, il cui costante ed efficace lavoro ci sta permettendo di ottenere questi importanti risultati».

E noi, speranzosi, confidiamo che la libertà trionfi sempre e che questa legge-bavaglio non venga mai approvata.

Luca Scalise

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